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29 maggio 2018

Le gastroenteriti arrivano anche in estate

Le gastroenteriti arrivano anche in estate

La diarrea acuta è una delle patologie infettive più comuni dell’età pediatrica, soprattutto al di sotto dei 5 anni di vita perché le difese immunitarie sono ancora immature. I sintomi sono chiari: diarrea, nausea, vomito e, a volte, dolori addominali e febbre. È dovuta a germi di varia natura, ma in oltre il 70% dei casi si tratta di virus (Rotavirus, Adenovirus e Norovirus), mentre sembra in diminuzione la diarrea di origine batterica. “Il contagio può avvenire per via aerea, mentre si parla, si tossisce o si starnutisce, per via oro-fecale, cioè attraverso il contatto con giocattoli, asciugamani o altri oggetti contaminati dalle feci di un soggetto con diarrea, oppure attraverso il cibo – uova, creme, carne, pesce, latte e formaggi, frutti di mare, verdure – soprattutto quando avariato o mal conservato”, spiega Claudio Romano, Gastroenterologo Pediatra, dell’Università di Messina.

La prevenzione?Si fa già nel pancione!

Semplici strategie per fare prevenzione

Nei mesi caldi aumenta il rischio di formazione di germi e batteri in cibi e bevande. Per questo, nonostante la diarrea acuta sia molto diffusa in inverno, durante l’estate può diventare un problema di rilievo, sia per frequenza sia per le possibili complicanze dovute alla disidratazione. “La diarrea consiste in un aumento della perdita di acqua con le feci e la disidratazione è l’unico vero rischio che comporta. Nei bimbi, quindi, va valutato tempestivamente il grado di disidratazione, specie in caso di diarrea severa, protratta o associata a vomito”, raccomanda l’esperto. La misura preventiva principale contro la diarrea acuta o gastroenterite è una corretta igiene delle mani. “Per quanto possibile, poi, è bene evitare che il bimbo stia a stretto contatto con altri bambini che presentano sintomi sospetti, condividendo giocattoli, asciugamani e oggetti di uso comune”, consiglia il Prof. Romano. “Per quanto riguarda il cibo, specialmente nei mesi caldi, è importante controllarne sempre la provenienza, fare attenzione alle date di scadenza e alle corrette modalità di conservazione e lavare accuratamente frutta e verdura”.
Nel primo anno di vita è suggerita la vaccinazione contro il Rotavirus. In Italia sono disponibili due diversi vaccini, considerati ugualmente efficaci e sicuri, entrambi da somministrare per via orale e a base di virus vivi attenuati.

Idratare spesso per evitare complicazioni

La gastroenterite o diarrea acuta in genere si risolve da sola in 3-5 giorni e l’unica cosa di cui preoccuparsi è che il piccolo non si disidrati. “La terapia si basa principalmente sulla somministrazione di soluzioni reidratanti orali (SRO), proprio per compensare la perdita di liquidi. Si tratta di soluzioni ad osmolarità contenuta, con circa 13-20 g/L di glucosio, 50-60 mmol/L di sodio, potassio e basi. Hanno un sapore salato e un odore di cloro, caratteristiche che possono renderle sgradite al bambino, soprattutto se con disidratazione – e dunque sete – modesta”, sottolinea il gastroenterologo. Per favorire l’accettazione da parte del piccolo, quasi tutte le SRO in commercio contengono edulcoranti ed aromi (arancia, coca-cola, miele, ecc.) e si consiglia di offrirne piccole dosi alla volta, meglio se a temperatura ambiente. No a soluzioni alternative,
come tè, coca-cola e bevande per sportivi. “Gli zuccheri, richiamando acqua verso l’intestino per effetto osmotico, peggiorano la diarrea. Non è consigliato digiunare o usare alimenti o formule diversi da quelli abituali e l’allattamento
al seno non va mai sospeso. I probiotici con efficacia provata (Lactobacillus GG e Saccharomyces boulardii) possono ridurre di circa 24 ore la durata della diarrea, ma non riducono la perdita d’acqua”, conclude l’esperto.

Fascicolo Sanitario Digitale Family Health di Biomedia

Con il Fascicolo Sanitario Digitale Family Health di Biomedia si possono archiviare tutti gli eventi clinici, fin dal concepimento, per ritrovarli rapidamente, condividerli con il medico e tramandarli alle generazioni future per fare prevenzione e valutare i possibili fattori di rischio.

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