apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Frutta e verdura: come sono fatte?

Frutta e verdura: come sono fatte?

Per i bambini che vivono in città non è affatto scontato sapere che frutti crescono sulle piante e le verdure nell’orto. Ecco alcuni consigli per imparare a conoscere i prodotti della natura: sarà anche un valido incentivo a tavola, perché stimolerà il piccolo nei primi assaggi e lo aiuterà a superare un’eventuale diffidenza verso alcuni cibi.

Primo passo: conoscere ciò che si mangia

La maggior parte dei bimbi è abituata a consumare frutta e verdura omogeneizzate o frullate: non riconosce, quindi, i singoli alimenti. “Dopo il primo compleanno, però, i bambini possono assaggiare più liberamente i prodotti della natura”, dice Mariaelena La Banca, pedagogista e responsabile dell’Agrinido Il Girotondo di Fiumicino. “Zucchine, carote, pomodori, ad esempio, hanno colori vivaci e ben definiti: se il piccolo imparerà a identificare gli ortaggi che gli offriamo durante i pasti, potrà associare sapori e consistenze alle rispettive verdure e apprezzarle di più. Prima di cucinarle o tagliarle a tocchetti e rondelle, invitiamolo a toccarle, osservarle e annusarle. Quando è il momento di mangiare la frutta, poi, aiutiamo il bambino, pian piano, a sbucciare mandarini o banane da solo. Mostriamogli come fare, ma poi diamogli la possibilità di fare esperienza. Sbucciare un mandarino è un’attività stimolante, che gli consente anche di allenare la coordinazione oculo-motoria”.

Piccoli chef all’opera

Intorno al secondo compleanno, il bambino può essere coinvolto nella preparazione dei pasti. Ricevere piccoli incarichi, adeguati all’età, è per lui motivo di orgoglio (sarà entusiasta di essere l’aiutante della mamma) e divertimento. “Si potrà chiedergli di sbucciare la frutta per una macedonia o di tagliare l’insalata con un coltello non affilato e con la supervisione di un adulto”, spiega la pedagogista. “Ovviamente i primi tentativi non saranno ‘a regola d’arte’, ma maneggiare il cibo è un modo per conoscerlo. Inoltre, il bambino assaggerà più volentieri un piatto che ha contribuito a preparare“.

Una “gita” dal fruttivendolo

“Un giorno, nel nostro agrinido, abbiamo mostrato ai piccoli l’immagine di una barbabietola, e nessuno l’ha riconosciuta: tutti credevano che fosse una palla…”, racconta Mariaelena La Banca. “Per aiutare i bimbi a familiarizzarsi con i prodotti della natura, consiglio di portarli al mercato, dal fruttivendolo, nel reparto ortofrutticolo del supermercato, e indicare loro le diverse varietà di frutta e ortaggi chiamandole per nome. Un altro accorgimento per ‘fare amicizia’ con i prodotti della natura è sfogliare insieme libri illustrati, che contengano immagini di frutta e verdura, magari anche nel ruolo di protagonisti della storia”.

Dal seme al piatto

Per i bimbi del duemila, circondati da molta tecnologia e poca natura, sarà un’esperienza bellissima e arricchente, a qualsiasi età, osservare l’intero ciclo di vita di una pianta. “Se si ha la possibilità di coltivare un orto, si potrà coinvolgere il bambino dalla semina fino alla raccolta“, dice l’esperta. E per chi non ha il giardino? “Va benissimo anche un balcone dove disporre alcuni vasi. Oppure si potrà coltivare una pianta di pomodoro, che non necessita di un vaso grande, nel proprio appartamento. L’importante è che il piccolo partecipi attivamente alla cura della pianta: deponendo il seme nella terra, osservando il germoglio che fa capolino e cresce, e prendendosene cura, ad esempio annaffiando il vaso con regolarità. Quando gli ortaggi saranno maturi, poi, diamo a lui l’incarico di raccoglierli e portarli in cucina. A quel punto, anche il bimbo più ‘diffidente’ nei confronti della verdura non mancherà di assaggiare i prodotti che ha coltivato con le sue manine”.

di Giorgia Cozza

Commenti