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Fino a 6 mesi: quanto cresce con il tuo latte

Fino a 6 mesi: quanto cresce con il tuo latte

Il latte materno garantisce un apporto di nutrienti perfettamente equilibrato, che assicura una crescita ideale sia in qualità che in quantità. Prova ne sia che i bebè allattati al seno sono maggiormente protetti dal rischio di sovrappeso e obesità.

I primi 1000 giorni, by QuimammeSfoglia il dossier

 Tuttavia, per la mamma che allatta, può essere ansiogeno gestire giorno per giorno il controllo dell’aumento di peso perché – a differenza del biberon che dà sempre un responso “trasparente” sulle quantità di cibo assunto dal piccolo –sapere con esattezza quanto latte vale ogni poppata non è possibile. Ma neppure utile. Va detto, infatti, che la doppia pesata, cioè effettuata prima e dopo ogni poppata, è una pratica inaffidabile e fuorviante. In primo luogo, perché l’aumento di peso non si verifica mai in modo costante e il bambino allattato a richiesta (cioè tutte le volte che mostra di aver fame) si autoregola con pasti modulati in base alle sue esigenze del momento. In pratica, il lattante può attaccarsi al seno più o meno a lungo e succhiare con maggiore o minore voracità, a volte anche solo per soddisfare l’esigenza di idratarsi. E, nonostante l’opinione comune, la bilancia non è attendibile proprio quando si tratta di registrare gli introiti di latte più bassi, come quelli che tipicamente avvengono in fase di avvio dell’allattamento (sotto i 60 grammi). In secondo luogo, occorre considerare l’elevata probabilità di errori legati a un monitoraggio assiduo del peso: come provano i test realizzati negli ospedali, è noto che più si ricorre alla bilancia, più cresce il rischio di registrare valori imprecisi, persino quando sono professionisti a effettuare le pesate. E se questo problema riguarda il personale sanitario, immaginiamoci cosa può accadere a una neomamma che ha scarsa dimestichezza con la bilancia e che, oltretutto, è spesso in preda al panico visto che è in gioco la crescita del suo bambino. Insomma, c’è il rischio che l’ansia superi il livello di guardia e che si ceda alla tentazione dell’aggiunta, compromettendo l’allattamento esclusivo fin dalle prime battute. Meglio, invece, valutare l’aumento di peso su un periodo più lungo: l’ideale è una settimana. In ogni caso, nella delicata fase di avvio dell’allattamento, per ogni dubbio sulla crescita si può fare riferimento – in attesa della prima visita dal pediatra – al punto nascita, nell’ambulatorio dedicato, o al consultorio.

Il calendario della crescita

“Nei primissimi giorni di vita, il bimbo può perdere fino al 10 per cento del peso che aveva alla nascita”, spiega il neonatologo Riccardo Davanzo, Si chiama “calo fisiologico”: un termine che indica un fenomeno del tutto naturale, assolutamente non preoccupante perché, di regola, il recupero del peso avviene spontaneamente in un periodo variabile, ma comunque compreso entro le due – al massimo tre – settimane successive, a patto che il bimbo venga allattato su segnale (cioè tutte le volte che mostra di avere appetito) stimolando così il seno materno a produrre latte in base al fabbisogno.

“In genere, nei primi sei mesi di vita il bimbo dovrebbe prendere, secondo le indicazioni più aggiornate dell’Unicef, almeno 680 grammi al mese, pari a circa 150/200 grammi alla settimana“, prosegue Davanzo. “Questo, comunque, è il limite minimo, che non esclude la possibilità di registrare incrementi anche molto superiori”. In pratica, nel primo semestre raddoppia il peso che aveva alla nascita: questo, dunque, è il periodo della vita in cui si cresce di più in assoluto. Già nel secondo semestre di vita il ritmo di crescita, pur restando velocissimo, rallenta, perché – sempre rispetto al peso di partenza – risulterà alla fine “solo” triplicato. Insomma, da sei mesi a un anno il guadagno di peso procede a una velocità dimezzata rispetto al primo semestre.

Articolo di Elisabetta Zocchi

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