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Che festa al San Paolo di Milano!

Un clown nasce dove c'è un bambino. Un clown dottore nasce dove c'è un bimbo malato. E ne arriveranno proprio tanti domenica 15 aprile, dalle ore 15 alle 17, all'Ospedale San Paolo. Sono i volontari dell'Associazione Veronica Sacchi, che regaleranno una giornata di festa a grandi e piccini

Che festa al San Paolo di Milano!

È difficile anche per un adulto affrontare l’esperienza della malattia e dell’ospedalizzazione, ma per i bambini si tratta di una prova davvero impegnativa. L’ambiente ospedaliero, tanto diverso da quello domestico, la necessità di sottoporsi a visite ed esami, il tempo che – a differenza di quanto accade a casa – quando si hanno disposizione tutti i propri giochi, sembra non passare mai… Ecco perché è tanto preziosa la figura del volontario che porta in corsia una ventata di allegria e spensieratezza. Questa la mission dei clown dottori dell’Associazione Veronica Sacchi  che da diciassette anni promuove la cultura del “volontariato giovanile con il naso rosso” sul territorio di Milano e Lecco. Una collaborazione, quella con l’Ospedale San Paolo, iniziata nel 2001 e che ora si rinnova con l’ingresso in reparto di ventun nuovi clown volontari che hanno di recente completato il percorso di formazione. La giornata del 15 aprile, organizzata in collaborazione con l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Santi Paolo e Carlo, sarà dunque l’occasione anche per festeggiare le new entry che si uniranno agli altri volontari per portare un sorriso in Pediatria e nel reparto di Medicina generale.

Mattina in reparto, per incontrare i pazienti piccoli e grandi

Buffi occhialoni, stravaganti cappellini, e naturalmente l’immancabile naso rosso. Nella mattinata di domenica, i clown dottori “invaderanno” le corsie dell’Ospedale San Paolo con la loro carica di allegria e umanità. Tra scherzi, trovate divertenti, sorrisi e saluti, i volontari incontreranno tutti i bambini ricoverati in pediatria, ma anche le persone adulte in cura presso i reparti di oncologia, medicina generale, psichiatria. Una visita che donerà a chi sta vivendo un momento difficile una mattinata speciale, una boccata di aria fresca, gioia ed allegria. “Andremo in piccoli gruppi a salutare i pazienti che non possono lasciare il reparto”, commenta Chiara Gentile, responsabile comunicazione e attività dell’associazione Veronica Sacchi Onlus. “Con il camice e il naso rosso portiamo colore in questi luoghi che altrimenti possono essere vissuti con un po’ di pesantezza”.

Nel pomeriggio, giochi e spettacoli per tutti

A partire dalle 15, le porte dell’Ospedale saranno aperte per accogliere le famiglie e tutta la cittadinanza per fare festa insieme con i medici, le infermiere e i pazienti che potranno scendere nell’atrio. Grazie ai clown dottori, la hall del San Paolo (con ingresso in via A. di Rudini, 8) si trasformerà per un pomeriggio in un luogo magico, una piazza dove ascoltare storie avventurose, assistere a sketch divertenti, giocare con i palloncini. Il tutto con l’accompagnamento musicale del gruppo “Allegro Moderato”, orchestra composta da musicisti con disagio mentale o fisico e musicisti professionisti. “Un’occasione per mostrare che l’ospedale è un luogo di vita dove possono accadere anche tante cose belle”, sottolinea Chiara Gentile. “Perché quando si uniscono un po’ di clown… può succedere di tutto!”

Quando i bambini diventano dottori

Tra gli intrattenimenti dedicati ai più piccoli è previsto un laboratorio che li vedrà reinventare strumenti e apparecchiature mediche per poi vestire i panni del dottore. “Domenica pomeriggio saranno i bambini a visitare i medici, i clown dottori, i genitori…”, spiega Chiara Gentile. “Ognuno sarà libero di utilizzare gli strumenti  – mega-termometri, siringhe senz’ago, garze, mascherine -, che preferisce. Grazie al gioco e alla fantasia, questi strumenti diventano più accettabili, acquisiscono una leggerezza che rende più facile per il bambino, in caso di bisogno, farsi visitare o sottoporsi a qualche esame. È un po’ quello che succede incontrando il clown dottore, che indossa il camice proprio per aiutare i bambini a esorcizzare la paura del medico e dell’ospedale”.

di Giorgia Cozza

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