apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Febbre: quando servono i farmaci e in quali dosi?

Il tuo bebè ha la febbre: cosa fare? I consigli del pediatra per affrontarla senza ansia

Febbre: quando servono i farmaci e in quali dosi?

La febbre nel bambino piccolo è sempre un motivo di preoccupazione per i genitori, che spesso non sanno come gestirla e quando è il caso di somministrare farmaci antipiretici e antinfiammatori. Quali sono le principali cose da sapere e quali gli errori più comuni? Lo abbiamo chiesto a Susanna Esposito, professore ordinario di pediatria dell’Università degli Studi di Perugia e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici.

1. Cominciamo dal “quando” somministrare l’antipiretico: è sempre necessario in caso di febbre?

“La febbre è un segnale che esprime una condizione di malattia – per esempio, un’otite media acuta, molto frequente nel primo anno di vita o altre infezioni legate alle vie respiratorie – e, nello stesso tempo, uno strumento di difesa dell’organismo che, innalzando la temperatura, cerca di creare un habitat inospitale per i microbi”, spiega la professoressa Sussanna Esposito. “Questo significa che non deve essere abbassata a tutti i costi, ma soltanto se il bambino dà segni di disagio, irritabilità o malessere”.

QUANDO CHIAMARE IL MEDICO?Leggi qui

2. I due principi attivi consigliati sono paracetamolo o ibuprofene: che differenza c’è? E si possono somministrare entrambi anche ai piccolissimi?

“Il paracetamolo ha un effetto esclusivamente antidolorifico e antipiretico, utile cioè ad abbassare la febbre, e va bene anche nelle prime settimane di vita. L’ibuprofene, che ha anche una proprietà anti-infiammatoria, non va somministrato prima dei sei mesi di età. Come gli altri FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei), nei bambini può essere connesso a qualche rischio, ad esempio a problemi gastrici: va quindi assunto sempre a stomaco pieno. Direi che, per i piccolissimi, il paracetamolo resta il farmaco di prima scelta, salvo diversa indicazione del pediatra”, consiglia l’esperta.

3. Qual è la dose adeguata di farmaco per un bimbo di questa età? E ogni quanto glielo si può dare?

“Secondo i più recenti studi, una dose di paracetamolo di 15 milligrammi per chilo di peso, quindi un dosaggio un po’ più alto di quello che si raccomandava in passato, permette di tenere sotto controllo la febbre in modo efficace già nella prima ora e di mantenere l’effetto per circa 6 ore. Trascorso questo tempo, la somministrazione può essere ripetuta. Per i genitori, la cosa importante da sapere è questa: l’elemento che va tenuto in considerazione è il peso, e non l’età del bambino. Conviene non fare riferimento, quindi, alle fasce di età riportate sul foglietto illustrativo”.

4. Meglio il farmaco per bocca o la supposta?

“I genitori di solito preferiscono la supposta perché la considerano più ‘pratica’ e veloce. Invece, si è visto che la somministrazione per bocca non solo garantisce un assorbimento più costante del farmaco, ma permette anche una maggiore precisione nel dosaggio in base al peso corporeo. Naturalmente, è opportuno ricorrere alla supposta nel caso in cui il bambino abbia vomito o altre condizioni che impediscano l’impiego di farmaci orali”.

5. Dare un farmaco per bocca a un bambino di pochi mesi può non essere semplice… Come fare perché la somministrazione vada “a buon fine”?

“La raccomandazione, per non sbagliare, è quella di non usare cucchiai o cucchiaini da cucina, ma gli appositi dosatori di precisione, di solito contenuti nella confezione, come contagocce o siringa graduata. Anche una siringa classica – ovviamente senz’ago – può funzionare”.

6. Può essere utile ricorrere a rimedi casalinghi, come le spugnature di acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea?

“Le spugnature di acqua tiepida in genere sono poco efficaci e rischiano di dare fastidio al piccolo. Assolutamente da evitare, poi, sono quelle con acqua ghiacciata o le frizioni con alcol. Per favorire l’abbassamento della temperatura, si può vestire il piccolo in modo leggero: per esempio, togliere le calzine, che trattengono il calore. È importante, inoltre, fare in modo che beva in modo adeguato, con poppate un po’ più frequenti per il bebè, in modo da evitare il rischio di disidratazione, specialmente nel caso in cui la febbre sia associata a diarrea”.

7. Quale termometro conviene usare?

“Il termometro elettronico va bene anche per i piccolissimi: lo si posiziona sotto l’ascella, tenendo fermo il braccino con la mano, in modo che rimanga in sede fino a misurazione avvenuta. Anche il termometro a infrarossi può andare bene: bisogna tenere presente, però, che può dare piccole variazioni di temperatura da una misurazione all’altra, anche se effettuate di seguito. Se il genitore è particolarmente ansioso, quindi, non fa per lui. Meglio evitare quello auricolare: in caso di otite può dare un risultato alterato. Infine, la rilevazione rettale, in uso in passato, oggi viene sconsigliata per evitare il rischio di lesioni”, conclude l’esperta.

 

di Francesca Mascheroni

Commenti