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27 dicembre 2017

Febbre nel bambino: affrontala così

Un innalzamento della temperatura desta sempre preoccupazioni - spesso senza motivo - in mamma e papà. Vediamo perché si presenta la febbre e quando è il caso di intervenire

Febbre nel bambino: affrontala così

È importante ricordare che l’innalzamento della temperatura è un meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo. “Il calore, infatti, impedisce alla maggior parte dei microbi di moltiplicarsi”, spiega Gianfranco Trapani, pediatra a Sanremo (Imperia). La febbre non va quindi ‘curata’ a tutti i costi, come spesso si crede, ma, al contrario, va lasciata agire affinché possa svolgere il suo ruolo di difesa. Solo quando è elevata (superiore ai 38,5°) oppure se il bambino appare molto infastidito, è opportuno il ricorso a un farmaco antipiretico (per i bimbi, il farmaco di prima scelta è il paracetamolo).

Quando chiamare il medico?

“Proprio perché la febbre è un sintomo e non una malattia, è bene valutare lo stato del bambino nel suo complesso”, risponde il pediatra. “In linea di massima, se il piccolo è vivace e gioca normalmente nonostante l’innalzamento della temperatura, non c’è da preoccuparsi. È opportuno, invece, richiedere la valutazione del pediatra quando il bambino è molto piccolo – sotto i 6 mesi – o in presenza di determinati sintomi, quali difficoltà di respirazione, sopore, dolore alle orecchie, stato confusionale, collo irrigidito o convulsioni.

6 cose da ricordare

  1. È importante che il bambino beva in abbondanza, per evitare la disidratazione (poppate un po’ più frequenti per i bebè, acqua per i più grandicelli).
  2. Per aiutare il piccolo a disperdere calore, non bisogna coprirlo eccessivamente (se ha i brividi, lo si può avvolgere in una coperta leggera, che andrà tolta appena questi cessano).
  3. Se desidera giocare, può farlo tranquillamente: non è necessario che rimanga a letto (vanno, comunque, evitati gli sforzi eccessivi).
  4. Se non ha voglia di mangiare, non bisogna forzarlo. L’importante è che beva a sufficienza.
  5. Se la temperatura è molto alta, possono essere utili spugnature di acqua tiepida (dopo almeno mezz’ora, però, dalla somministrazione di un antipiretico). Meglio evitare, invece, quelle con alcol, che rischia di essere inalato dal piccolo, ha un odore fastidioso e irrita la pelle. Va bene anche la borsa del ghiaccio sulla testa, purché non scivoli dietro la schiena o sulla pancia.
  6. Se occorre, si può ripetere la somministrazione di antipiretico dopo 6 ore. È bene ricordarsi, però, che non è necessario che la febbre scompaia, ma semplicemente che la temperatura scenda a un livello in cui il bambino possa sentirsi di nuovo a proprio agio (se dorme, non è il caso di svegliarlo per dargli l’antipiretico: il riposo aiuta l’organismo a combattere l’infezione).

di Francesca Mascheroni

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