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Evita il contagio nella sala del pediatra

Il pericolo c’è, tanto più nella stagione invernale. Ecco come tutelare i più piccoli

Evita il contagio nella sala del pediatra

In questi mesi è possibile che il bebè si ammali sostando nella sala d’attesa del pediatra. Un timore fondato, visto che l’Accademia Americana di Pediatria ha appena pubblicato linee guida anti contagio negli studi medici. Stringenti come quelle ospedaliere.

 

Le regole d’igiene basilari

“Può accadere in caso di lunghe attese così come in qualsiasi altro ambiente frequentato da bambini”, ammette Giampietro Chiamenti, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp). “Per ridurre il rischio, gli studi medici italiani dovrebbero seguire le indicazioni americane, che ci trovano ampiamente d’accordo”. A partire dalle regole igieniche basilari. Prima fra tutte, coprirsi con il gomito bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, anziché con le mani come si usa fare in Italia. Oltre che il lavaggio frequente e accurato delle mani da parte di tutto lo staff.

 

Sì a gel disinfettanti e mascherine

Come raccomandato dall’AAP americana, in ogni studio si dovrebbe trovare un cartellone esplicativo che ricorda le norme igieniche a chi frequenta lo studio. Così come dovrebbero essere messi a disposizione nei servizi e in sala d’attesa distributori di disinfettante in gel e mascherine. “Se il bebè tossisce e starnutisce, meglio coprirlo con la mascherina durante l’attesa per proteggere gli altri”, conferma il presidente Fimp. “Ma le mamme dovrebbero trovare il materiale in studio e usarlo solo lo stretto necessario per non rischiare di innervosire i più piccoli”.

 

Meglio portare i giochi da casa

Attenzione anche ai giochi che si trovano in ambulatorio. Ottimi per intrattenere i bambini, guai se non ci fossero, possono però diventare possibile veicolo di infezione. Le linee guida americane raccomandano ai pediatri di evitare i peluche, difficili da pulire e facili accumulatori di germi. “In studio vanno messi soltanto giochi facilmente lavabili, da igienizzare quotidianamente”, conferma Giampietro Chiamenti. Tanto che l’AAP incoraggia i genitori a portarsi da casa i propri giochi per ingannare l’attesa e ridurre i rischi.

 

Meglio chiedere una visita a domicilio?

Per evitare il contagio, ci si può anche chiedere se non sia meglio una visita a casa o rimandare. “Non esiste un’indicazione precisa di visita domiciliare per prevenire un eventuale contagio, la scelta è lasciata all’arbitrio del medico a seconda delle problematiche che presenta il bambino”, spiega il presidente Fimp. “Il pediatra dovrebbe comunque programmare le visite su appuntamento, avere uno studio con una doppia entrata e prevedere un accesso in orario diverso soprattutto in caso di malattie molto contagiose come quelle esantematiche”.

 

di Chiara Sandrucci

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