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È nato prima? Nutrilo con il tuo latte!

È nato prima? Nutrilo con il tuo latte!

Allattare un bimbo nato prima del termine, non solo si può, ma è anche un modo per garantirgli l’alimento prezioso che lo aiuterà a crescere e superare eventuali difficoltà iniziali più rapidamente. E per la mamma che ha vissuto l’esperienza traumatica di un parto prematuro, l’allattamento rappresenta l’opportunità per ricreare quel legame interrotto in modo spesso drammatico.

I primi 1000 giorni, by QuimammeSfoglia il dossier

Latte di mamma: la prima medicina

Prezioso per tutti i bambini, il latte materno rappresenta per i piccoli nati prima del termine, un vero e proprio “farmaco salvavita”.

“Il bimbo prematuro più di ogni altra creatura ha assolutamente bisogno del latte di mamma e degli anticorpi in esso contenuti” spiega Carla Scarsi, consulente de La Leche League. “L’alimento materno, unico ed inimitabile, è la prima ‘medicina’. Recenti studi hanno, inoltre, evidenziato che il colostro delle donne che hanno partorito prematuramente, vanta una maggior concentrazione di anticorpi e ha un potere proteico superiore, rispetto al colostro delle mamme che hanno dato alla luce a termine il proprio piccino.

Nei casi di prematurità molto grave il latte materno può venire ‘fortificato’ con un’aggiunta di vitamine e sali minerali e resta, naturalmente, l’alimento ideale, cui nessuna formulazione artificiale anche se specifica per prematuri, può essere paragonata”.

 

Parola d’ordine: stimolare il seno

I bimbi che essendo nati fortemente prematuri o avendo qualche problema di salute, non possono poppare direttamente, potranno comunque nutrirsi con il latte che la mamma estrae dal seno. “Stimolare il seno è fondamentale” spiega la consulente de La Leche League, “ed è importante iniziare il prima possibile. L’ideale, se le condizioni di salute della mamma lo permettono, è provare a tirare o spremere il latte nelle prime ore dopo il parto assicurando così le prime gocce di colostro al bambino. Se questo non fosse possibile, si potrà comunque recuperare, stimolando spesso il seno nei giorni successivi.

Almeno inizialmente la mamma dovrà cercare di estrarre il latte il più frequentemente possibile, e comunque, almeno 7-8 volte al giorno (un’estrazione dovrebbe avvenire anche durante la notte). Il bimbo prematuro in questa fase non ha bisogno di grandi quantità di latte, ma è indispensabile avviare e mantenere la produzione”.

 

Un aiuto dalla marsupio terapia

C’è una pratica che può favorire la buona riuscita dell’allattamento al seno: la marsupio-terapia. Il contatto pelle a pelle (il bimbo viene posato sul petto della mamma con addosso solo il pannolino) favorisce un avvio più precoce della produzione di latte e garantisce tanti benefici alla salute del piccino. Tra questi ricordiamo una crescita più rapida, poiché il bimbo sul petto della mamma dorme più profondamente e piange di meno (conservando quindi le energie per crescere), meno problemi di termoregolazione, grazie alla sincronia termica tra madre e neonato (quando il bambino tende a raffreddarsi la temperatura corporea della mamma aumenta e viceversa), minor frequenza delle crisi respiratorie.

Inoltre, tra le braccia della mamma il bambino ritrova finalmente la sicurezza e il conforto perduti prematuramente: il battito del cuore a lui noto, l’odore, il calore della madre gli regalano una sensazione di profondo benessere e favoriscono il suo sviluppo neurologico.

E se il bimbo deve restare nell’incubatrice e non è ancora pronto per la marsupio terapia? si potrà comunque cercare un contatto con lui: saranno sufficienti un tocco lieve, una carezza, qualche parola sussurrata, per farlo sentire meno solo e regalargli la certezza che la mamma è vicina.

 

Finalmente al seno!

Raggiunto un certo peso e superate eventuali problematiche di salute, il bimbo può finalmente attaccarsi al seno della mamma. “Quando gli viene offerto il seno le prime volte” spiega la consulente, “può essere che il bambino non riesca a succhiare, ma si limiti ad odorare o leccare il capezzolo. C’è bisogno di un po’ di tempo e di pazienza per avviare l’allattamento e in questa fase potrebbe essere utile rivolgersi ad una consulente.

Poiché il bimbo prematuro è tendenzialmente sonnolento e si stanca velocemente, la mamma potrà tirare o spremere un po’ di latte, prima di attaccarlo in modo da fargli trovare, sin dall’inizio, un buon flusso di latte. Il fatto che il piccino nato prima del termine abbia bisogno di poppate frequentissime, giorno e notte, è normale dato che riesce a succhiare solo per pochi minuti consecutivi.

Subito dopo le dimissioni, per essere sicure che tutto procede per il meglio si potrà controllare l’aumento ponderale ogni 2 o 3 giorni (a meno che il reparto non abbia fornito indicazioni differenti o che la mamma non si senta tranquilla) e contare i pannolini bagnati che, nell’arco delle 24 ore, devono essere almeno 5-6″.

articolo di Giorgia Cozza

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