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I doni d’amore di mamma Sonia

40 anni, impiegata di Darfo Boario Terme, Sonia Chiarolini è da anni impegnata nel volontariato. Un impegno che è un esempio prezioso di solidarietà per il suo bimbo Leonardo che ha sei anni e per Tommaso, che nascerà a giorni

I doni d'amore di mamma Sonia

Ho scoperto ABIO ormai dieci anni fa, quando ho iniziato a fare volontariato in reparto guidata dalla mia tutor Anna, persona solare e disponibile, di cui conservo un ricordo bellissimo. Quando è nato Leonardo ho proseguito il mio impegno all’interno di ABIO Esine, in qualità di responsabile della formazione. Il volontariato in reparto, “sul campo”, mi manca tanto, ma anche rendersi utile “nelle retrovie” è gratificante. Ora aspetto un altro bimbo, e sono al lavoro per organizzare un corso base per nuovi volontari e un corso permanente per i tutor che accolgono i volontari in reparto, partecipo alle riunioni del consiglio direttivo e a quelle mensili con le volontarie. Ho portato avanti il mio impegno per ABIO e continuerò a farlo finché potrò perché ci credo fermamente. Quando sai di essere stata utile, nel tuo piccolo, per distrarre un genitore preoccupato e di aver regalato un sorriso a un bimbo ricoverato… hai la certezza che quella che stai facendo è la cosa giusta. Sono davvero molto orgogliosa di appartenere al “mondo” ABIO e sono sicura di aver trasmesso un po’ della mia passione anche a mio marito Roberto, a Leonardo e alle persone che conosco. Lasciare da parte l’egoismo, pensare che non ci siamo solo noi… Sono i valori che voglio trasmettere ai miei figli.

Anche Leonardo partecipa come può!

Mi piace tantissimo raccontare a Leonardo di ABIO, lui oltre a me conosce anche altre volontarie con cui nel tempo si è creato un bel rapporto di amicizia. Una volta mi ha chiesto di “essere malato” per poter giocare con le volontarie e i loro giochi! Naturalmente non posso portarlo in reparto, ma è venuto con me e mi ha aiutato – insieme a mio marito Roberto – nel trasporto del materiale che serviva per l’allestimento della Giornata Nazionale e in occasione di altre manifestazioni. È stato bello vederlo così responsabile e impegnato e penso che questo possa, nel tempo, insegnargli che è molto importante aiutare le persone in difficoltà. La solidarietà si può imparare sin da piccoli e si può esprimere anche con semplici gesti quotidiani: a scuola, in casa, con gli amichetti. Forse questa esperienza lo aiuterà anche ad apprezzare di più la fortuna che spesso si tende a dare per scontata, ma che non tutti hanno, di stare bene, di essere in salute. Spero inoltre che percepisca il valore del volontariato non come mezzo per farsi notare (come diceva Gino Bartali: il bene si fa, ma non si dice) ma per aiutare chi è in un momento di bisogno. Vorrei che imparasse che l’impegno e la determinazione spesi per portare avanti un progetto, anche tra le difficoltà, regalano grandissime soddisfazioni. Insomma, spero che la mia esperienza con ABIO possa contribuire alla formazione del suo carattere, a renderlo generoso e altruista. Sicuramente è un piccolo seme… che spero porterà i suoi frutti.

 

a cura di Giorgia Cozza

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