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I doni d’amore di mamma Linda

Viaggia a piedi e in bicicletta Linda Maggiori, 36 anni, educatrice di Faenza, mamma di Gioele, 9 anni, Giona, 7 anni, Tobia, 4 anni, e in attesa di una bimba. È questo il suo dono per i suoi bambini e per il Pianeta in cui diventeranno grandi

I doni d'amore di mamma Linda

Vivere senz’auto. Per i miei tre figli e la piccola in arrivo, è un regalo meraviglioso. Se chiusi in auto, dopo poco i miei bimbi smaniano: “Fateci uscire, vogliamo pedalare!”. Fare a meno della macchina vuol dire regalare qualcosa anche agli altri: un’aria meno inquinata, una strada meno “mortifera”, una città a misura di bambino. Certo, inizialmente non è stata una scelta facile. O meglio, non è stata nemmeno una scelta.

Siamo una famiglia ecologica!

Nell’estate del 2011 un’auto invase la nostra corsia, scontro frontale: noi salvi per miracolo, la nostra vecchia auto distrutta. Aspettammo a ricomprarla, un po’ per paura, un po’ per motivi economici. Così trascorse il primo inverno: le difficoltà erano molte, gli scoraggiamenti altrettanti, amici e parenti criticavano questa scelta come fossimo degli incoscienti. Dicevano “pensate ai bambini!” oppure “tanto non durerete!”. Ci sentivamo dei marziani. Ma prima di arrenderci e ricomprarci l’auto, abbiamo pensato: vediamo se c’è qualche famiglia senz’auto che ce la fa. Allora abbiamo iniziato a fare rete: tramite internet siamo entrati in contatto con tante persone che vivevano senza un’auto, e così è nato il nostro primo gruppo facebook “Famiglie senz’auto” e un blog.

Da allora le nostre motivazioni si sono rafforzate, ci siamo organizzati, abbiamo guardato all’esempio del Nord Europa, dove tantissime famiglie vivono senz’auto, magari condividendola. Così mobilità sostenibile, riduzione dei rifiuti, alimentazione sana e locale, e tante altre pratiche di impegno sociale e di ecologia quotidiana sono i nostri regali ai nostri figli, e ai figli di tutti, che descrivo nel mio libro “Impatto zero” di Dissensi Edizioni.

Ma praticamente, come si fa?

Per le vacanze scegliamo mete raggiungibili con il treno o con il bus. Quest’anno siamo stati nel Parco Nazionale d’Abruzzo e in Val d’Aosta, lo scorso anno nelle Foreste Casentinesi. Certo, i trasporti pubblici dovrebbero essere migliorati, resi più economici per le famiglie. Su quest’ultimo punto stiamo lanciando una petizione indirizzata a Trenitalia.

Per la scuola e il lavoro, sempre in bici. Abitiamo in una cittadina pianeggiante e non è difficile, anche se purtroppo la nostra cittadina pianeggiante è intasata dal traffico di auto usate per percorrere appena 2-3 chilometri! La bici ti aiuta a risparmiare, a decongestionare la vita dai troppi impegni, accorcia le distanze, dilata il tempo. Ti obbliga alla calma e alla pazienza. I bimbi in bici si divertono, imparano a orientarsi, si sgranchiscono le gambe e arrivano a scuola più rilassati e concentrati. Se diluvia ci vestiamo con stivali, ricambio di scarpe nello zaino, pantaloni impermeabili sopra ai pantaloni normali, giacca impermeabile. Arrivano a scuola più asciutti dei loro compagni, che magari scendono dall’auto con le scarpette da tennis. Abbiamo anche un carretto che si attacca alla bici: ci metto la spesa, gli zaini dei bambini o il piccolo di 4 anni quando piove o quando ha voglia di sentirsi… un piccolo principe in carrozza! Quando nascerà la bimba, vedremo come organizzarci. Di sicuro andremo più spesso a piedi con lei in fascia!

 

a cura di Giorgia Cozza

 

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