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Dermatite atopica, un aiuto dal sole

Una vacanza al mare può rivelarsi un'ottima alleata per i bimbi che soffrono del disturbo, ma è indispensabile seguire alcuni accorgimenti

Dermatite atopica, un aiuto dal sole

La dermatite atopica si manifesta prevalentemente nei mesi invernali e migliora con l’arrivo della primavera. “Se il bimbo in estate trascorre un periodo al mare, la pelle trae giovamento da una moderata e prudente esposizione al sole“, spiega Annalisa Ciasulli, dermatologa dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Non si conoscono ancora bene le cause di questo miglioramento, ma si è visto che i raggi solari favoriscono una minor reattività della cute che, nei bimbi che soffrono del disturbo, reagisce in modo anomalo, ad esempio, agli agenti atmosferici o batterici”. Ma gli effetti benefici non dipendono solo dal sole, ma anche dal clima marittimo. “Se il bambino va in vacanza in montagna, il miglioramento è inferiore rispetto a quello che si verifica al mare. Anzi, l’esposizione ai raggi solari in alta quota tende a irritare e a seccare la pelle”.

Al sole sì, ma con cautela

Il mix acqua di mare, sole e aria aperta è benefico anche per i bimbi che soffrono di dermatite atopica, purché si seguano alcuni accorgimenti. “Innanzitutto, il bimbo può andare in spiaggia solo se il disturbo è in fase di remissione dei sintomi“, dice l’esperta. Se invece la dermatite è in fase acuta, cioè se la cute è irritata e screpolata, l’esposizione ai raggi solari, il contatto con la sabbia, il sudore e la salsedine rischiano di peggiorare la situazione. Il prurito aumenta e il piccolo inizia a grattarsi, con il rischio di causare infezioni della pelle. “Se la cute è ruvida o secca, ma non screpolata, il bimbo può andare in spiaggia, ma solo nelle ore più fresche della giornata: al mattino fino alle 11 e al pomeriggio dopo le 16-16.30. Per quanto riguarda le creme solari, è preferibile un prodotto che abbini filtri chimici e fisici. La protezione andrà spalmata prima di raggiungere la spiaggia – sia al mattino sia al pomeriggio – e andrà riapplicata dopo il bagno in mare. Per i bimbi sotto i 4 anni, è opportuno utilizzare un cappellino. Se il piccolo ha gli occhi chiari, che negli atopici sono più soggetti a infiammazioni, deve indossare gli occhiali da sole“.

Ha gli occhietti arrossati?Proteggilo così

In particolare, per i piccolissimi sotto i 6 mesi di vita, la permanenza in spiaggia deve essere limitata agli orari più freschi. “Nei lattanti le pieghe della pelle sono più soggette a sudorazione. Sono frequenti quindi le irritazioni, che possono causare dermatiti estive nei soggetti atopici. Se si porta un piccolissimo in spiaggia, dovrebbe indossare un body in cotone leggero, un cappellino, un costumino asciutto, e non essere esposto a lungo ai raggi solari diretti”.

Attenzione alla sabbia

Sabbia e salsedine, mescolati al sudore, non sono certo alleati della pelle. “Quando il piccolo è molto sporco di sabbia e dopo il bagno in mare, deve essere sciacquato con acqua dolce“, spiega Annalisa Ciasulli. “Il costumino bagnato, inoltre, va subito cambiato con uno asciutto e pulito”. Quando si rientra in albergo, poi, è d’obbligo una doccia veloce con acqua tiepida e un detergente emolliente a base oleosa. Dopo aver asciugato la pelle, si spalma un velo di crema idratante. “Meglio privilegiare una crema ad alta percentuale di acqua, che in estate garantisce una sensazione di freschezza e permette una normale traspirazione”.

di Giorgia Cozza    

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