apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Che cosa vede il neonato?

Che cosa vede il neonato?

Il bebè è nato: eccolo tra le braccia della mamma che spalanca i suoi occhi sul mondo. Quel primo sguardo, profondo e un po’ spaesato, conquista il cuore dei neogenitori e li colma di tenerezza. Ma cosa vede il piccolo quando si guarda intorno?

Fin dalla nascita osserva mamma e papà

Un tempo si credeva che il neonato non distinguesse praticamente nulla di quanto lo circondava. Oggi sappiamo che non è così: la vista, pur essendo il senso meno sviluppato al momento della nascita, permette al bimbo di individuare il volto dei genitori e osservarli mentre lo tengono tra le braccia. “Il neonato ha una ridotta acuità visiva, ma riesce a vedere nitidamente fino a una distanza di 25-30 centimetri, proprio quella giusta per guardare il viso della mamma mentre lo sta allattando o del papà che lo tiene tra le braccia”, spiega Andrea Dotta, responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Non distingue ancora dettagli e sfumature

Durante le prime settimane di vita, a causa dei limiti del suo sistema visivo, il neonato distingue forme e contorni degli oggetti, ma non è ancora in grado di visualizzarne i dettagli. In questa fase, è particolarmente attratto da immagini con forme ben definite, contorni marcati e colori contrastanti (come il bianco e il nero). Sappiamo, inoltre, che non distingue bene le sfumature cromatiche, ma riesce a individuare tinte brillanti e tonalità molto accese. “La maturazione del sistema visivo prosegue nei primi mesi di vita del bimbo e si conclude entro il primo compleanno“, spiega l’esperto.

Una predilezione per i volti

Al neonato piacciono i visi: ecco perché il suo sguardo si concentra volentieri su quello mamma. Recenti studi hanno confermato questa predilezione: si è visto, infatti, che già a poche ore dalla nascita, tra il disegno di un’immagine complessa e la sagoma di un viso (con gli occhi e la bocca ben delineati) lo sguardo del piccolo è attirato da quest’ultima. Non solo: se gli vengono proposte due figure che rappresentano l’ovale del viso, ma in una i lineamenti sono capovolti, il bebè si sofferma più volentieri e più a lungo sul modello che riproduce fedelmente la struttura del volto.

Giorgia E. Cozza

Commenti