apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Ha le difese a terra? Evita così le ricadute

4 preziosi consigli per rafforzare le difese immunitarie del tuo piccolo e proteggerlo da nuovi malanni negli ultimi giorni dell'inverno

Ha le difese a terra? Evita così le ricadute

Il peggio è passato: a parte qualche colpo di coda sempre possibile, mancano pochi giorni alla fine dell’inverno con i suoi frequenti malanni. Ma i virus continuano a circolare e molti bambini, proprio ora, hanno le difese a terra, messe a dura prova dalle infezioni ricorrenti nella brutta stagione. Attenzione, dunque, a non abbassare la guardia, e a rispettare i tempi di guarigione. Ecco tutte le “dritte” per rafforzare le difese immunitarie del bambino.

1. Rispettare i tempi della convalescenza

Le ricadute si presentano solo in casi molto rari. In realtà, quando un bambino appena guarito si ammala di nuovo, succede perché un altro agente infettivo trova le porte spalancate a causa della malattia da poco terminata. La miglior difesa, dunque, è lasciare tempo al bimbo di guarire del tutto. “La convalescenza deve essere considerata parte integrante della terapia: subito dopo una malattia, l’organismo è più vulnerabile e più facilmente aggredibile da germi che non farebbero danni in condizioni normali”, spiega Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente della Società Italiana di Pediatria. “La sua durata dipende dalla patologia: per la gran parte delle malattie invernali banali, può essere sufficiente un giorno di riposo dopo la scomparsa dei sintomi, in particolare dalla fine delle febbre. In caso di forme gastrointestinali, è opportuno attendere almeno 24 ore dalla fine della diarrea o del vomito. Se invece il bambino ha avuto una polmonite medio-grave, un prolungato periodo febbrile – più di 5 giorni con temperatura sopra i 38°C – o è stato ricoverato in ospedale, sarà il caso di proteggerlo per almeno 2-3 giorni dopo la scomparsa dei sintomi, o anche più se suggerito dal pediatra curante”.

2. Dormire a sufficienza

Qualche giorno in più a casa significa innanzitutto riposo, a cominciare dall’opportunità di dormire un po’ di più alla mattina. Convalescenza non vuol dire, comunque, rimanere sempre in casa, ma riprendere a uscire con più calma del solito (se il tempo lo consente, ad esempio per una passeggiata), senza doversi precipitare fuori alle 7 del mattino per andare all’asilo. “Dopo una malattia, molti bimbi tendono a recuperare il sonno perso, dormendo un po’ più del solito nei primi giorni”, afferma l’esperto. “Sotto l’anno di età, sono salutari 12-15 ore nell’arco della giornata, mentre sotto i 10 anni un bambino dovrebbe dormire 10-12 ore”. Anche se la quantità di sonno necessaria per star bene varia a seconda dell’individuo, c’è infatti una correlazione precisa tra ore di sonno ed efficienza del sistema immunitario. Esistono persino studi che hanno dimostrato quanto la mancanza di sonno possa diminuire l’efficacia di un vaccino.

3. Sì a un’alimentazione varia ed equilibrata

Gli studi non hanno provato la necessità di adottare una dieta ‘ricostituente’ con l’inizio della bella stagione, per rafforzare le difese immunitarie del piccolo. “Non è il caso di eccedere nell’offerta alimentare dopo una malattia, anche perché, in genere, sarà il bambino stesso a voler mangiare un po’ più del solito per qualche giorno”, afferma Alberto Villani. Al limite, durante la convalescenza, vanno reintegrate le riserve di vitamine e di sali minerali consumate dall’organismo nei giorni d’inappetenza: perfetti i menù a base di brodini, verdura e frutta. Anche latte, uova, yogurt e parmigiano sono alimenti completi e nutrienti, in grado di fornire il giusto apporto proteico al bambino un po’ debilitato.

4. Integratori e fermenti lattici: quando?

“Gli integratori andrebbero somministrati solo su consiglio del pediatra”, sostiene Alberto Villani. “Non hanno controindicazioni, ma non è corretto delegare alle ‘pastiglie’ il compito di frutta e verdura e, in generale, di una sana alimentazione, il più aperta possibile ai nuovi gusti e a tutti i sapori”. Quanto ai fermenti lattici, utilizzati per rafforzare le difese immunitarie del bimbo, la letteratura scientifica non è ancora giunta a conclusioni definitive. “Sono indicati in caso di terapia antibiotica e sono di aiuto nelle gastroenteriti”, conferma il pediatra. “Ma è sempre meglio che vengano prescritti dal pediatra”. Non tutti i fermenti, infatti, sono uguali: devono essere probiotici, cioè della grande famiglia di “batteri buoni” dei Lattobacilli e dei Bifidobatteri, e presenti in quantità sufficienti. Ma il loro effetto di rinforzo sulle difese immunitarie ancora non è provato.

 

di Chiara Sandrucci

Commenti