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Come conservare il latte materno?

Spesso la mamma desidera preparare una piccola scorta di latte, nel caso si debba separare momentaneamente dal bambino o una, un po' più abbondante, se continua ad allattarlo al rientro al lavoro. Tutte le regole per conservare al meglio l'alimento materno 

Come conservare il latte materno?

Dopo aver estratto il prezioso alimento con il tiralatte o con la spremitura manuale quali accorgimenti è bene seguire per conservarlo in frigorifero o nel congelatore? E per quanto tempo si mantiene? Ecco i consigli dell’esperta per conservare il latte materno nel modo corretto.

Quali contenitori utilizzare?

Il primo passo dopo l’estrazione del latte di mamma è quello di raccoglierlo in un contenitore di plastica o di vetro. “Se si utilizza un contenitore in plastica è opportuno verificare che sia destinato ad uso alimentare, controllando che sia presente il simbolo di bicchiere e forchetta”, spiega Francesca Garofalo, consulente e presidente di ‘La Leche League’. “Se il latte verrà congelato, meglio privilegiare un contenitore in vetro, che offre migliori garanzie di conservazione o gli appositi sacchetti monouso”.

Se la mamma estrae il latte più volte nel corso della giornata, alla sera può unire le diverse porzioni, ricordando – se il latte è destinato al congelatore – di non riempire il contenitore fino al bordo, perché congelandolo aumenterà di volume. “Attenzione anche alle dosi: per non correre il rischio di sprechi, meglio non raccogliere quantitativi molto abbondanti nello stesso contenitore, dato che – una volta riscaldato – il latte avanzato non può essere riutilizzato”, avverte la consulente.

Prima di riporre il contenitore nel congelatore è indispensabile applicare un’etichetta con la data del giorno in cui è avvenuta l’estrazione: così, si potrà consumare prima il latte meno recente.

I tempi di conservazione del latte

“Molte mamme si trovano bene estraendo nel corso della giornata il latte che il piccolo consumerà il giorno successivo”, dice Francesca Garofalo. In frigorifero, a una temperatura tra 0° e 4°, il latte si conserva per circa 72 ore. “Il suggerimento per una miglior conservazione è di non posizionare il contenitore negli spazi presenti all’interno della porta del frigorifero dove è più difficile mantenere le basse temperature, ma in un ripiano”, sottolinea l’esperta. Nello scomparto per il ghiaccio, all’interno del frigorifero, il latte si mantiene fino a due settimane.

I tempi si allungano usando un congelatore verticale con sportello separato da quello del frigo, dove il latte si conserva per 3-4 mesi. In un congelatore “a pozzetto”, infine, con una temperatura costante di circa -19°, l’alimento materno si mantiene per circa 6 mesi.

Come offrirlo al bebè

La mamma è al lavoro e l’ora del pasto del bimbo si avvicina. Come preparare il latte che la mamma ha lasciato per lui? “Per scaldare il latte il suggerimento è di tenere il contenitore sotto l’acqua corrente”, spiega l’esperta. “Il getto d’acqua del rubinetto inizialmente deve essere freddo e poi, gradualmente, sempre più caldo”. Chi non vuole consumare molta acqua (lasciandola scorrere) potrà ricorrere al sistema a bagnomaria, sistemando il contenitore in un pentolino colmo di acqua calda. Se il contenitore è in vetro ed è appena uscito dal congelatore, per non rischiare che si rompa, si potrà immergere prima nell’acqua tiepida e, dopo qualche minuto, in un recipiente con acqua calda.

“L’importante è non scaldare il latte direttamente sul fuoco perché, se la temperatura è troppo elevata, alcune sostanze preziose, come gli anticorpi, rischiano di essere distrutte”, conclude Francesca Garofalo. “Da evitare anche il forno a microonde, perché l’intenso calore può alterare il valore nutritivo del latte. Inoltre, riscaldandosi in modo diseguale, l’alimento potrebbe risultare bollente in alcune zone e scottare la bocca del bebè, mentre il contenitore all’esterno rimane freddo”.

 

di Giorgia Cozza

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