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Coltiva la sua autostima

Coltiva la sua autostima

La fiducia in se stesso e nelle proprie capacità si costruisce sin dalla primissima infanzia. Vediamo insieme come aiutare il nostro bambino a maturare una solida autostima, che lo accompagni negli anni della crescita, fino all’età adulta.

1. Lodalo per i suoi progressi

L’autostima è una componente importante della personalità: chi ne possiede una buona dose, non solo ha fiducia in se stesso e nelle proprie competenze, ma fa affidamento sulle proprie valutazioni e non dipende dal giudizio degli altri. “Un bambino che crede in se stesso è un bambino che sa di avere le risorse per affrontare ogni situazione e per riuscire a raggiungere i traguardi prefissati. E questo lo rende più appagato e sereno”, spiega Barbara Laura Alaimo, pedagogista ad Arcore (MB). Il primo passo per aiutarlo a maturare una sana autostima è valorizzare i suoi comportamenti positivi, i suoi successi, le sue qualità. “Si tende a pensare che sia dovere del buon genitore far notare l’errore, evidenziare gli aspetti in cui il bimbo è carente”, dice la pedagogista. “In realtà, è vero proprio il contrario: la spinta per crescere e migliorare viene dai giudizi positivi, dalle occasioni in cui il bimbo si è impegnato e il genitore mostra di aver notato e apprezzato i suoi sforzi. È con i mattoni che si costruisce una casa, non scavando buche! Ecco perché è importante valorizzare ciò che il bimbo ha fatto di buono, sottolineando, ad esempio, quando ha rispettato una regola o ha svolto bene un piccolo incarico che gli era stato affidato”.

2. Fallo sentire apprezzato

Per crescere sereno, il bambino ha bisogno dell’amore e dell’approvazione di mamma e papà. “Il genitore dovrà fargli sentire che lo apprezza per quello che è, e che ha fiducia in lui”, spiega Barbara Laura Alaimo. “Questo lo renderà più sereno, aperto, sicuro e consapevole del proprio potenziale”. Attenzione, però: questo non significa che i genitori dovranno sempre e solo lodare il loro bimbo, accettando anche comportamenti inadeguati. Mamma e papà svolgono un importante ruolo di guida: tocca a loro, infatti, chiarire quali atteggiamenti sono ben accetti e quali invece da evitare. Se il piccolo sbaglia, l’adulto lo correggerà, indicando quale avrebbe dovuto essere il suo comportamento (“I giocattoli sono ancora tutti per terra, mentre alla sera devono essere riposti nella loro cesta”), ma non deve mai mancare un ‘rinforzo positivo. “Al bambino deve arrivare il messaggio che ci piace come persona”, sottolinea la pedagogista. “Se i genitori credono in lui, anche lui avrà buone possibilità di credere in se stesso”.

3. Mostra fiducia e incoraggialo

Perché il bimbo si scopra ‘capace’ e impari pian piano a fidarsi di se stesso, deve potersi mettere alla prova. “Il suggerimento è di affidargli responsabilità proporzionate all’età, incaricandolo di svolgere alcuni semplici compiti, come aiutare ad apparecchiare la tavola o riordinare la cameretta“, consiglia l’esperta. “Così, il bambino si accorge che il genitore si fida di lui. È importante, inoltre, che possa sperimentare piccoli ‘successi’, che possa scoprirsi capace di riuscire”.

4. Aiutalo a non perdersi d’animo

Per crescere in modo equilibrato, il bimbo deve sapere di essere in gamba, ma deve anche imparare che nessuno è perfetto. “Il genitore deve incoraggiarlo ricordandogli che, se si impegna, può superare le difficoltà, ma anche aiutarlo a conoscere e accettare i propri limiti. La mamma potrà spiegargli che anche lei non sa fare tutto: ci sono alcune cose che le riescono bene, altre meno, altre per niente. È normale”. D’altra parte, è fondamentale imparare a ‘tentare’. “Non lasciamo che il bambino rinunci senza aver prima provato. Piuttosto, va incoraggiato a tentare. Poi, se non dovesse riuscire, non importa: non è necessario essere perfetti!”.

5. Dai il buon esempio

L’esempio si sa, vale più di mille parole. E allora, per coltivare l’autostima del bambino, mamma e papà dovrebbero offrire un esempio positivo. “Niente è più efficace che crescere con genitori che sono soddisfatti di se stessi”, conclude l’esperta. “E che, se sbagliano, imparano dai loro errori”.

Giorgia E. Cozza

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