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Ci vuole più… fibra!

Un componente alimentare che viene spesso trascurato, nonostante faccia parte a pieno titolo di quelli necessari per un corretto sviluppo fisico del piccolo. Ecco cosa dicono attuali ricerche e come farne scorta

Ci vuole più... fibra!

Proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali… le mamme sanno quanto sia importante offrire ai loro piccoli tutto ciò di cui hanno bisogno per crescere sani e preparano con cura le prime pappe da quando i bimbi cominciano ad affiancare al latte altri alimenti. Eppure, la fibra viene spesso a mancare. Non fornisce nutrimento diretto all’organismo, ma non per questo va considerata materiale di scarto: serve a far funzionare bene l’intestino, a evitare disturbi fastidiosi come la stipsi, modula il metabolismo ed è necessaria per mantenere in salute la flora intestinale.

“Eppure i bimbi da 12 a 36 mesi ne consumano in quantità inadeguata”, dice Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale Sacco di Milano. “È un dato che emerge con chiarezza da uno studio che ho condotto con il mio gruppo, in collaborazione con i pediatri di famiglia, su 400 bambini del Nord e Sud Italia. Il problema è ugualmente presente in tutto il Paese”.

I dati dello studio

Pubblicato sulla rivista Nutrients nel 2014, lo studio verrà presto aggiornato. “Abbiamo raccolto nuovi dati e li stiamo elaborando”, dice Zuccotti. “Da quelli già pubblicati risulta che il 48% dei bimbi a un anno di età, il 62% a 18 mesi, il 58% a due anni e il 67% a tre anni consuma quotidianamente una quantità di fibra nettamente inferiore rispetto a quella raccomandata in età evolutiva dai LARN, i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti della Società Italiana di Nutrizione Umana, che è pari a 8,4 grammi ogni 1.000 kcal assunte. Non a caso, uno dei disturbi più frequenti che i genitori di questi piccoli riportano ai pediatri di famiglia è la stipsi. Ora, dai nuovi dati raccolti sullo stato di salute degli stessi 400 bambini, vogliamo valutare l’impatto di una dieta povera di fibra a distanza di qualche anno: verificare se quelli abituati a consumarne di meno sono più soggetti a sovrappeso e obesità”.

Ma che cosa vuol dire, concretamente, 8,4 grammi ogni 1.000 kcal assunte? A quanto ammonta la dose quotidiana di fibre raccomandata dai nutrizionisti ai bambini?

Un pieno di verdura e mele

“Un sistema rapido per calcolare quante fibre dovrebbero assumere ogni giorno i piccoli è la regola del cinque: 5 grammi sommati all’età del bimbo, a partire dal compimento dei 12 mesi. Quindi 6 grammi a un anno di età, 7 grammi a due anni e così via”, dice Giuseppe Morino, responsabile del Servizio di Dietologia Clinica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Esistono dei software che permettono di calcolare il contenuto in fibra di diversi alimenti dato il peso dell’alimento stesso, ma io sconsiglio di mettersi a fare calcoli precisi. Raccomando piuttosto ai genitori di non far mancare mai sulla tavola verdura e frutta: carote, sedano, ma anche broccoli e cavolfiore, mele con la buccia, dopo averle lavate accuratamente. L’aspetto più importante in questa fase della vita è educare i piccoli a un’alimentazione corretta, perché le abitudini che acquisiscono da piccoli sono durature. Bisognerebbe quindi abituarli presto a una grande varietà di alimenti ricchi di fibre, di colori e sapori differenti”.

Le verdure più fibrose possono risultare sgradite ai bimbi che hanno ancora pochi dentini, perché più difficili da masticare. “Ma si possono proporre anche grattugiate o frullate, crude o cotte, per venire incontro al loro gusto”, dice Zuccotti. “Nel frullato di mela, per esempio, si può aggiungere la buccia, che lo rende anche più saporito”.

Tappa per tappa, che cosa inserire

“Prima del compimento del primo anno di età, l’introito di fibre deve essere minimo, per non ostacolare l’assorbimento intestinale del ferro”, dice Zuccotti. “Ma minimo non significa nullo. La pappa di carote e sedano, la mela grattugiata proposta a merenda ne contengono la giusta quantità”. Poi il menù si arricchisce e, con la comparsa dei dentini, i piccoli possono cominciare a mangiare anche verdure e frutta a pezzettini. “Nel secondo anno di età si possono introdurre i legumi: fagioli, lenticchie, ceci”, prosegue Morino. “Sono naturalmente ricchi di fibra, ma inizialmente è meglio proporli in forma decorticata, per evitare una produzione eccessiva di gas intestinale e conseguenti dolori al pancino. Quando il bambino si sarà abituato al loro sapore e saranno entrati a far parte della sua dieta abituale, al termine del secondo anno di vita gli si potranno proporre i legumi non decorticati, come quelli che consumano mamma e papà. Più o meno alla stessa età si può proporre al piccolo un piatto di pasta integrale o dei biscotti integrali a merenda, insieme a una bella porzione di frutta”.

Il ruolo della fibra

L’apparato digerente umano non è capace di digerire le fibre, al contrario di quello degli erbivori, dunque l’uomo non trae energia dal loro consumo. Tuttavia, i batteri nostri simbionti che abitano l’intestino sono in grado di farle fermentare, liberando acidi grassi che modulano la produzione del colesterolo da parte del fegato. “In questo modo, e limitando l’assorbimento di zuccheri e grassi da parte dell’intestino, la fibra aiuta a regolare il metabolismo e a prevenire ipercolesterolemia, resistenza all’insulina, sovrappeso, obesità e, alla lunga, la propensione alle malattie cardiovascolari”, dice Zuccotti. “Senza contare che un’alimentazione ricca di fibre è più saziante e combatte lo stimolo a fare continui spuntini ipercalorici”.

Non bisogna trascurare, poi, gli effetti immediati delle fibre sul transito intestinale. “Quelle non idrosolubili, per esempio quelle contenute nella verdura e nella pasta integrale, assorbono acqua e si gonfiano durante il transito intestinale e rendono le feci più morbide. Quello della stitichezza è un problema per tanti bambini, che non a caso è spesso associato al sovrappeso”, conclude Morino.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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