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Una normale perdita di peso

Nei primi 3-4 giorni di vita il tuo bambino ha subìto un calo di peso? Si tratta di un fenomeno comune a tutti i neonati

Una normale perdita di peso

È il risultato dell’adattamento del piccolo alla vita fuori dal pancione e si definisce “calo ponderale fisiologico”. Questa perdita di peso si recupera, in genere, entro le prime 2 settimane di vita. Ecco i consigli di Riccardo Davanzo, pediatra e dottore di ricerca all’istituto Burlo Garofolo di Trieste, per controllare che tutto proceda per il meglio.

Un calo ponderale che si recupera presto

Corrisponde a circa il 5-7% del peso che il bambino ha al momento della nascita: visto che un neonato pesa mediamente 3-3,5 kg (ma sono considerati nella norma anche i bebè tra i 2,5 e i 4,5 chili), il calo ponderale è pari a circa 200 grammi. La perdita viene normalmente colmata entro i 14 giorni di vita, durante i quali il piccolo recupera a poco a poco tutto il peso perso. Il calo ponderale è il risultato di alcuni fenomeni che si verificano subito dopo la nascita del bambino: innanzitutto, l’emissione delle prime pipì e, quindi, l’eliminazione dei primi liquidi corporei. Dopo la nascita, il piccolo recupera liquidi attraverso l’alimentazione e, dunque, grazie al latte di mamma. L’alimento materno, però, nei primissimi giorni non è abbondante: lo sarà dopo la montata lattea, fenomeno che in genere si verifica entro 3 giorni dal parto, ma talora anche dopo. Il calo ponderale è anche il risultato dell’emissione del meconio, cioè delle prime feci del bebè, una sostanza viscosa di colore nero-verdastro che riempie l’ultimo tratto dell’intestino del piccolo sin da quando è nel pancione. Viene espulso, di solito, entro le prime 24 ore di vita.

Allattamento al senoQuanto ne sai?

Sì alle poppate frequenti

Dato che si tratta di un fenomeno naturale ed è il segnale indiretto che i reni e l’intestino del bebè funzionano al meglio, è importante vivere con serenità il calo ponderale. Ecco cosa fare nei primi giorni di vita.

Attacca il bimbo al seno al più presto: la suzione è il meccanismo naturale che mette in moto la lattazione e accelera i tempi della montata lattea.

Effettua poppate frequenti e ravvicinate: quanto più il bebè succhia, tanto più il seno si mette al lavoro e incrementa la produzione dell’alimento materno.

Se necessario, ossia se il bambino autonomamente non tende a richiedere il pasto, sveglia il piccolo e attaccalo al seno per mantenere intervalli ravvicinati tra una poppata e l’altra, soprattutto nel secondo-terzo giorno di vita. E questo anche nel corso della notte.

Il tuo bebè è un po' pigro?Ecco cosa fare

No a doppia pesata e latte artificiale

Il calo ponderale potrebbe portare la mamma a prendere alcuni provvedimenti sbagliati, per timore che il piccolo non si nutra a sufficienza. Ecco gli errori da non commettere.

Non sottovalutare le proprietà nutritive del colostro (il primo alimento materno, che è un prezioso concentrato di proteine) e attacca il piccolo sin da subito, anche se il seno emette solo quella sostanza giallastra.

Una volta a casa, evita di pesare il bimbo prima e dopo ogni poppata: la doppia pesata induce solo inutili ansie. La crescita del bebè va invece valutata attraverso altri segnali: la produzione di almeno 5 pipì al giorno e il fatto che, dopo aver succhiato durante la poppata, il piccolo si addormenti soddisfatto.

Non ricorrere di routine ad aggiunte di latte artificiale, pensando che il calo ponderale segnali che l’alimento materno è poco o di scarsa qualità: il latte è il cibo ideale per il bebè.

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Per aiutarlo, controlla che l’attacco sia corretto

Per fare in modo che il piccolo recuperi rapidamente il peso perso, è utile controllare che si attacchi bene al seno. L’attacco è ideale se il bebè:

spalanca la bocca e ha il labbro inferiore completamente rovesciato verso l’esterno;

afferra tutta l’areola e non solo il capezzolo;

ha le gote gonfie mentre succhia;

deglutisce rumorosamente (si sente il rumore del latte che “scende giù”).

Inoltre, alla fine della poppata il capezzolo deve avere la stessa forma di prima: apparire, cioè, tondo e non a punta.

Poppate al senoCome controllare che l'attacco sia corretto

Quando rivolgersi al pediatra

Di solito, il calo ponderale si aggira sul 5-7% del peso che il piccolo ha alla nascita. Una perdita fino al 10%, comunque, viene considerata ancora normale e, di solito, il bambino viene dimesso dall’ospedale quando la diminuzione si è ormai conclusa e sta cominciando la ripresa di peso. Tuttavia, è il caso di consultare ugualmente il pediatra se il piccolo fa meno di cinque pipì al giorno e le urine sono molto concentrate, come pure se piange in continuazione senza lacrime e non si calma. Questi segnali potrebbero essere la spia di una carenza di liquidi. Potrebbe esserci qualche lieve errore di percorso nell’allattamento, che non dà modo al bimbo di nutrirsi come necessario, oppure la montata lattea può tardare a prendere il via. La neomamma ha allora bisogno di sostegno qualificato per non perdersi d’animo (e, magari, rinunciare ad allattare).

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