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Boby e baby, a scuola di rispetto reciproco

Boby e baby, a scuola di rispetto reciproco

Si parla spesso della necessità di addestrare il cane a un comportamento consono, in casa e fuori. Ma non si riflette abbastanza, forse, sull’importanza di insegnare al bambino, fin dai primi mesi di vita, a rapportarsi correttamente con Boby. Evitando di metterlo a disagio, infastidirlo, impaurirlo. Non è soltanto una questione di rispetto dell’animale, ma anche di tutela del piccolo che, se troppo esuberante nei confronti dell’amato quattrozampe, potrebbe subire la sua reazione mordace. L’esperta lrene Sofia, blogger e neomamma di Gaia, ci dà qualche consiglio utile sul tema, sintetizzato in un decalogo.

1. I bimbi tendono a manipolare ogni cosa e, così come tirano i capelli e il naso della mamma, possono strapazzare il pelo del cane. Insegniamo loro l’approccio corretto a Fido utilizzando all’uopo un peluche, utile per spiegargli come (e dove) può toccare e accarezzare l’animale senza problemi.

2. Bisogna imparare a decodificare i segnali di disagio che ci manda il cane. Quando sbadiglia spesso, si lecca il naso e guarda altrove, mentre il bimbo sta giocando con lui, significa che è infastidito. È il suo modo “educato” per dire: lasciami in pace. È bene che mamma e papà si documentino, sul tema, magari consultando un buon manuale, per scoprire tutti i campanelli d’allarme di Boby. E li “trasmettano” in qualche modo al bambino.

3. Molta prudenza con i cani sconosciuti, magari incontrati ai giardini, o al parco. Spieghiamo al bimbo che, come prima mossa, bisogna sempre chiedere al padrone il permesso di avvicinarsi a loro.

4. Poi, una volta ottenuto il via libera dal padrone, il bimbo deve approcciare l’animale con grande calma, facendosi annusare per bene, prima di allungare il braccio per fargli una carezzina.

5. Vietato mettere le mani sulla testa del cane appena conosciuto, o abbracciarlo: l’animale può interpretare questi gesti come una minaccia. L’abbraccio, per esempio, gli evoca la fase della monta. Testa, polpastrelli e orecchie sono le sue zone calde: lui non gradisce di essere toccato lì. Viceversa, nessun problema con gola e groppa, anzi: i “grattini”, in quelle aree, lo fanno andare in sollucchero.

6. Con il cane di casa, ovviamente, le precauzioni da prendere sono minori. L’animale capisce e tollera molti comportamenti fin troppo esuberanti. Ma non bisogna esagerare. Considerarlo alla stregua di un puledrino e calvalcarlo, per esempio, è proprio sbagliato! Spieghiamolo, al bimbo.

7. Insegniamo al piccolo a giocare con lui. Con la pallina, ad esempio: è meglio che il bimbo non la trattenga in mano sopra la testa, soprattutto se il cane è di taglia grande, per evitare che Boby lo travolga nel tentativo di strappargliela. Se invece è di taglia piccola, spieghiamo al bambino che non va strapazzato: nei confronti di questi cani è più facile che capiti.

8. Anche correre per casa urlando – comportamento consueto nei bimbi – può generare qualche problema. Il cane ha un istinto predatorio innato, spiccato soprattutto in razze come il border collie, che in questi casi può risvegliarsi. Tanta agitazione può anche preoccupare Boby e spingerlo a intervenire per “fermare” in qualche modo il bimbo: magari “pizzicandolo”,  proprio come farebbe nei confronti delle caprette più dinsivolte…

9. Naturalmente, pure il cane va addestrato alla presenza dei bambini. Se è in arrivo il primo bebè di casa, dunque, è utile portarlo spesso al parco e ai giardini, per abituarlo alle inconsuete (per lui) modalità di comunicazione dei marmocchi, al loro modo di muoversi, parlare, urlare.

10. Il punto più importante: i genitori, in ogni fase del rapporto fra cane e bambino, devono essere una presenza costante. Vietato distrarsi.

Per ulteriori informazioni sul rapporto fra bambino e cane, guarda anche questo video istruttivo di Irene Sofia

 

Fulvio Bertamini

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