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Bebè prematuri: regaliamogli ossa forti

Le raccomandazioni per garantire ai più piccini un futuro senza problemi

Bebè prematuri: regaliamogli ossa forti

L’ossatura dei bimbi prematuri e dei bimbi nati a termine, ma con un basso alla peso alla nascita, potrebbe essere più “debole” in età adulta rispetto a quella dei neonati nati a termine e di peso normale. Queste le conclusioni di uno studio svolto da un team di ricercatori norvegesi che raccomandano ai genitori di garantire a questi bambini un po’ più “a rischio” una dieta corretta e uno stile di vita sano negli anni dell’infanzia.

Bimbi piccoli, ossa deboli?

Secondo la ricerca condotta dalla Norwegian University of Science and Techonology i bimbi nati diverse settimane prima del termine e i neonati molto piccoli (di peso inferiore ai tre chili) rispetto all’età gestazionale, una volta adulti avranno una massa ossea inferiore rispetto agli altri bebè, risultando quindi a maggior rischio di osteoporosi in età adulta. “Una conclusione, quella dello studio norvegese, che dovrà essere verificata da ulteriori studi poiché il campione preso in considerazione per questa prima ricerca era piuttosto ridotto, si parla infatti di 186 adulti”, considera Marco Cappa, responsabile dell’Unità di Endocrinologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Un altro limite, riconosciuto dai ricercatori stessi, è quello rappresentato dal fatto che la maggior parte dei neonati con basso peso alla nascita erano diventati adulti di bassa statura e il contenuto di calcio – per centimetro quadrato di osso – è quindi collegato anche alla minor lunghezza delle ossa stesse”.

Un problema che nasce già nel pancione

Ma quali potrebbero essere le cause di questa maggior vulnerabilità a livello osseo? “Quando un bimbo presenta un basso peso alla nascita, significa che la sua ‘programmazione fetale’ ha risentito di alterazioni ormonali che hanno modificato l’ambiente intrauterino”, spiega il dottor Cappa. L’utero materno, che ha custodito e nutrito il bebè nei nove mesi, purtroppo non ha potuto garantirgli delle condizioni del tutto ottimali, come invece accade per i bimbi che nel pancione crescono in modo regolare. “È possibile quindi che ci siano delle alterazioni nella densità ossea di questi bambini”, considera l’esperto. “E lo stesso discorso vale per i piccoli nati pretermine, quando la nascita prematura è avvenuta perché l’ambiente intrauterino non presentava più le caratteristiche necessarie per far crescere il bimbo in modo adeguato”.

Così lo proteggi prima che nasca

Le fondamenta della salute di ogni individuo si costruiscono all’inizio della vita: nei nove mesi prima della nascita e nei primi anni dell’infanzia. Ecco perché è importante prendersi cura del proprio bimbo ancora prima che nasca. Come? “Dicendo addio al fumo, nel caso in cui la futura mamma sia una fumatrice”, spiega Marco Cappa. Quando si scopre che c’è un bimbo in arrivo, l’imperativo è quello di smettere subito di fumare. Una scelta di salute per due: per la donna e per il suo bambino. Lo stesso discorso riguarda il consumo di alcolici, da abolire nei nove mesi, poiché non c’è una “quantità” di alcol che sia risultata sicura, ovvero non dannosa per il bambino, in gravidanza. Altri accorgimenti che la futura mamma può seguire per proteggere il proprio benessere e quello del bebè che cresce nel pancione? “Assumere le integrazioni di acido folico indicate dal ginecologo, seguire una dieta corretta, praticare attività fisica adatta alla gravidanza”, considera l’esperto.

E dopo la nascita?

Per i piccoli nati prematuri o con basso peso alla nascita, le indicazioni offerte per favorire lo sviluppo di ogni bambino diventano ancor più fondamentali. “Somministrare la supplementazione di vitamina D prescritta dal pediatra”, commenta Marco Cappa, “allattare al seno e, successivamente, garantire al bimbo un’alimentazione sana, varia ed equilibrata, e fargli seguire uno stile di vita corretto con adeguate occasioni di fare movimento e attività fisica”.

Crescita sì, ma senza fretta

Infine, una raccomandazione per i genitori che desiderano vedere i loro bimbi nati piccini “recuperare” e diventare al più presto grandi e forti. “Meglio non avere fretta: il recupero ponderale nei primi due anni di vita non deve avvenire troppo rapidamente”, sottolinea l’esperto. “Si è visto infatti che un trend di crescita ponderale molto ‘accelerato’ è associato a un maggior rischio di diabete di tipo 2”. Inutile e controproducente, quindi, farsi prendere dall’ansia della bilancia, magari sollecitando il piccolo perché mangi più di quel che desidera. Tutti i bimbi, anche i più piccoli, pian piano recuperano e diventano grandi.

di Giorgia Cozza

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