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Bebè a bordo! I 9 punti della sicurezza in auto

Allacciate le cinture, si parte. Che sia in autostrada per il mare o per un breve tragitto in città, i bambini devono sempre viaggiare sul loro seggiolino auto. Ma non uno qualunque...

Bebè a bordo! I 9 punti della sicurezza in auto

Il seggolino auto deve essere sicuro, scelto e usato con cura. Gli incidenti stradali continuano a essere tra le prime cause di mortalità tra i bambini. Tanto che la recente normativa “i-Size” ha stabilito criteri di omologazione più stringenti per i costruttori. Ecco un vademecum in 9 punti stilato dal CSI, società del gruppo IMQ (Istituto italiano del marchio di qualità), per scegliere il seggiolino auto più sicuro e usarlo al meglio.

1. L’importanza dell’omologazione

I seggiolini auto devono essere “omologati”, cioè sottoposti a particolari test condotti da appositi laboratori per verificare la conformità del prodotto ai requisiti di sicurezza. Le principali normative di riferimento ad oggi sono quelle stabilite da due regolamenti internazionali: l’UN ECE R44 e il più recente UN ECE R129. “Con l’ultima normativa è stato introdotto l’uso di manichini per prove che rappresentano meglio il comportamento in fase di urto”, spiega Francesco Ballabio, esperto dei laboratori automotive del CSI. “E ha aggiunto il test che simula l’urto laterale oltre a quelli per il frontale e il tamponamento”.

2. Leggere l’etichetta

Il riferimento dell’omologazione si trova sull’etichetta del seggiolino. Sulla targhetta arancione sono riportate informazioni fondamentali per la scelta: il numero della normativa di riferimento, la compatibilità con le auto, la fascia di peso e/o altezza a cui è destinato il prodotto, il marchio di omologazione. Il marchio CE invece non compare, il regolamento infatti prevede la lettera “E” maiuscola seguita da un numero che indica il paese in cui è stata ottenuta l’omologazione, ad esempio l’1 per la Germania, il 2 per la Francia e il 3 per l’Italia. Sui seggiolini costruiti secondo la normativa più recente compare la dicitura “i-Size”.

3. Verificare la compatibilità

Possono esserci due tipi di omologazione indicati sull’etichetta: Universal ISOFIX, che prevede compatibilità con tutte le auto che abbiano i ganci di fissaggio di serie, oppure il nome specifico del veicolo + ISOFIX, che indica che può non esserci compatibilità con tutti i veicoli. La sigla “I-Size” include obbligatoriamente il fissaggio con sistema ISOFIX per seggiolini fino a un’altezza di 100 cm e opzionale per seggiolini con altezza superiore ai 100 cm. “Ma nel parco auto circolante ci sono ancora tantissimi veicoli che non hanno il sistema ISOFIX”, spiega Francesco Ballabio. “Quindi c’è ancora la necessità di avere seggiolini che possano consentire il fissaggio attraverso le cinture di sicurezza per adulti”.

4. Peso e altezza del bambino

Sull’etichetta è indicata la classificazione di altezza e peso a cui è rivolto il prodotto. Sui seggiolini già costruiti seguendo la “i-Size” non compare più soltanto la categoria del peso, ma anche quella dell’altezza. Si troverà ad esempio un seggiolino adatto a bambini che misurano tra i 45 e i 105 cm, con un peso massimo consentito di 19 chili. “In questo modo l’informazione è più completa e aiuta ad individuare il prodotto più consono alle proprie esigenze”, fa notare l’esperto del gruppo IMQ. “Anche in fase di omologazione esiste una nuova procedura per controllare che le dimensioni interne siano adeguate ad accogliere ogni bambino”.

5. Quando utilizzarlo? Sempre!

Il seggiolino auto è obbligatorio per bambini fino ai 150 cm di altezza anche su brevi tragitti urbani. Vanno quindi messi e legati sul seggiolino sempre e in ogni caso. Mai in braccio, dunque, e mai legati alle cinture studiate per gli adulti. “Se il bimbo non è ben assicurato, anche un urto a bassa velocità può essere estremamente dannoso”, sostengono gli esperti di CSI. “Da ricordare, poi, che il 40% degli incidenti mortali si verifica su percorsi inferiori ai 3 km, soprattutto in città”. Sebbene l’OMS stimi che l’uso dei seggiolini garantisca l’80% di probabilità di salvare una vita, il mancato utilizzo, la scorretta installazione o la loro inadeguatezza rappresentano ancora un serio problema in tutti i paesi dell’Unione Europea.

6. Fino a 15 mesi in senso contrario

Una novità importante dei nuovi seggiolini “i-Size” riguarda l’obbligo d’installazione in senso contrario di marcia fino ai 15 mesi. In caso di impatto frontale, infatti, le forze vengono distribuite sulla superficie più ampia della schiena, garantendo una maggior protezione del collo e della testa del bambino. Vanno montati preferibilmente sul sedile posteriore, ricordandosi sempre di attivare il blocco maniglie dell’auto. Se si posiziona il seggiolino sul sedile anteriore, attenzione a disattivare il sistema di Airbag per i seggiolini montati in senso opposto di marcia. “Per controllare l’installazione corretta in base all’età del bambino”, ricorda Ballabio, “bisogna però sempre verificare sul manuale d’uso del seggiolino le indicazioni sul montaggio”.

Bimbo in autoNon dimenticarlo!

7. Occhio alla posizione del bebè

Gli esperti della CSI suggeriscono anche di collocare il bambino “per quanto possibile” nella posizione più corretta, in modo da ridurre al minimo eventuali lesioni in caso di urto. Il manuale d’istruzione dovrebbe dare indicazioni anche su questo aspetto. Ma non sempre è facile. Spesso infatti il bambino si addormenta e la testa ciondola in avanti. “Cuscini e ciambelle studiati per evitarlo non vengono però testati in fase d’urto”, avverte l’esperto, “e il seggiolino si può reclinare solo se il manuale d’uso permette di farlo durante la marcia”. Per i bambini troppo vivaci, che non riescono a stare fermi, basterà fissare regole chiare e abituarli fin da piccoli a non assumere posizioni strane. Ne va della loro sicurezza.

8. Verificare lo schienale

I vecchi “rialzi”, i seggiolini senza schienale omologati secondo il Regolamento UN ECE R44-03 o 04, sono ancora ammessi. Quindi si possono acquistare e utilizzare. Ma con la “i-Size” non è più previsto un seggiolino senza schienale per i bambini alti meno di 125 cm. “Continuano a poter essere omologabili seggiolini a rialzo soltanto per bambini con altezza superiore a 125 cm”, precisa Ballabio, “cioè i cosiddetti seggiolini Gruppo III da 22 kg a 36 kg”. Dato che i seggiolini prodotti con riferimento alle norme più aggiornate promettono una maggiore sicurezza, ove possibile si consiglia il ricorso ai dispositivi più moderni.

9. Controllo periodico

Gli esperti consigliano infine di procedere aun controllo periodico dell’installazione del seggiolino. C’è da dire che con il sistema ISOFIX la facilità di attacco è massima, mentre è minimo il rischio di errore. Il problema però può sorgere quando il seggiolino è fissato attraverso l’uso delle cinture di sicurezza. È stato infatti dimostrato che in questo caso un seggiolino su due non viene installato correttamente. Tanto che la terza fase della nuova normativa, che probabilmente entrerà in vigore da febbraio 2019, definirà l’utilizzo dei sistemi di ritenuta installati con cinture di sicurezza per adulti.

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di Chiara Sandrucci

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