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Automedicazione per i bambini: 8 regole d’oro

Alcuni piccoli disturbi si possono alleviare con i medicinali da banco, che non richiedono la prescrizione del pediatra. Ma attenzione: vanno usati sempre in modo consapevole

Automedicazione per i bambini: 8 regole d’oro

Attenzione al “dottor Internet” e al fai-da-te: i bambini non sono adulti in miniatura e non basta dimezzare le dosi dei farmaci generici per i grandi, magari dopo aver cercato qualche informazione generica sui motori di ricerca, per provvedere adeguatamente alla loro cura. Ma va detto anche che non sempre è indispensabile recarsi in studio dal pediatra: alcuni piccoli disturbi dei bambini possono essere gestiti in modo corretto dai genitori con i medicinali da banco, i cosiddetti farmaci di automedicazione che non richiedono la prescrizione del medico. Come riconoscerli? È facile: sulla loro confezione è presente un bollino rosso con una faccina sorridente. Giampietro Chiamenti, presidente della FIMP, la Federazione Italiana Medici Pediatri, ci spiega le 8 “regole d’oro” da tenere bene a mente per curare, in modo corretto e consapevole, i nostri figli.

  1. Confrontati sempre con il pediatra sui farmaci di automedicazione da tenere in casa. Un “must” per i bambini è il paracetamolo (o l’ibuprofene). In particolare, il paracetamolo può essere assunto anche a stomaco vuoto, mentre l’ibuprofene è meglio prenderlo dopo mangiato.
  2. Leggi e segui sempre con attenzione le istruzioni del foglietto illustrativo allegato al farmaco.
  3. Dai al bambino solo farmaci pediatrici: non somministrare mai al piccolo medicinali generici per adulti calcolando “a occhio” la dose. Non solo il farmaco potrebbe essere inefficace ma, nella peggiore delle ipotesi, addirittura dannoso.
  4. I farmaci di automedicazione sono, per definizione, da usare per sintomi lievi, come febbre, tosse grassa o secca (senza rantolo o broncospasmo), piccole contusioni in seguito a una caduta accidentale, mal di pancia, nausea, vomito, raffreddore. È importante che questi farmaci siano usati per un periodo limitato di tempo, e mai oltre i 5 giorni. Se dopo il trattamento i sintomi persistono, chiama il pediatra.
  5. Controlla sempre la data di scadenza e conserva i farmaci nella loro confezione: non buttare la scatola perché vi sono contenute informazioni importanti come la scadenza e, talvolta, la posologia o gli effetti indesiderati.
  6. Conserva i farmaci in una zona sicura della casa: meglio in un luogo nascosto alla vista e lontano dalla portata dei bambini (ad esempio, in armadietti alti e chiusi a chiave).
  7. Non dare mai ai bambini antibiotici, antistaminici o farmaci con obbligo di ricetta, magari già acquistati in precedenza, senza aver prima consultato il pediatra di famiglia.
  8. Chiedi sempre consiglio al pediatra sull’opportunità di usare un certo tipo di farmaco: non far assumere al bambino dei medicinali solo perché lo ha consigliato un’amica o un parente. E non fidarti nemmeno del passaparola della rete: ricorda che il tuo punto di riferimento deve essere sempre il pediatra di famiglia.

di Francesca Amé

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