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16 luglio 2018

Attraverso il gioco si impara già nei primi sei mesi di vita

Attraverso il gioco si impara già nei primi sei mesi di vita

Chi pensa che giocare con un bebè di pochi mesi sia una vera e propria perdita di tempo si sbaglia di grosso. Sin dai primi tempi, infatti, le stimolazioni esterne esercitano un’influenza sul piccolo e possono aiutarlo a crescere e a sviluppare abilità fisiche e cognitive. Da subito, infatti, il bambino risponde alla legge fondamentale dell’infanzia, secondo la quale si impara attraverso il gioco. Per questo è importante offrirgli proposte studiate da pedagogisti ed esperti, come appunto i giocattoli ideati e prodotti dalla Fisher-Price. La storica azienda ha realizzato una serie di giochi creativi, che cambiano con il passare del tempo per andare incontro allo sviluppo intellettuale e alle esigenze del bimbo, che cresce e che ha richieste sempre maggiori. I colori sono un elemento essenziale che caratterizza questi giocattoli, come i materiali utilizzati, sempre sicuri e adatti a essere toccati, avvicinati alla bocca e, al limite, “assaggiati”.

Occhi e orecchie aperte

fisher-price-1L’approccio non è sempre lo stesso, ovviamente, anche perché nel primo  anno di vita l’evoluzione è rapidissima. Quando ha un mese, ad esempio, il  neonato viene influenzato dalla stimolazione sensoriale, nota le ombre degli  oggetti che si trovano a venti centimetri di distanza, sente le voci. Per questo può essere positivo per lui sistemare sul lettino o sul seggiolino una giostrina, da attivare in diversi momenti della giornata. Anche  un seggiolino dotato di suoni delicati aiuta il piccolo a comprendere quando  è il momento di calmarsi e addormentarsi. In questa fase, poi, i proiettori  che creano figure sulla parete o il soffitto vicino a lui possono diventare uno  stimolo positivo. Che si fa ancora più intenso intorno ai due mesi, quando il  bimbo inizia a seguire gli oggetti con gli occhi e i suoi sensi vanno alla  scoperta del mondo esterno. Per questo le palestrine sono grandi  compagne di gioco e mamma e papà possono descrivere gli oggetti  appesi.

Il tocco che fa sorridere

primo-libro-fisher-priceDai tre mesi in poi il bimbo ha ritmi più regolari e una vera e propria “fame” di  avventure: tocca e afferra tutto, come se  volesse prendersi il mondo. Gira la testa nella direzione di un suono, osserva i  movimenti, tenta di afferrare le cose. In questa fase la palestrina è un grande strumento, ma anche i sonaglini diventano uno spasso se il piccolo prova a prenderli  e li fa cadere. A quattro mesi le mani si muovono sicure e il bimbo può “lavorare” sulla  coordinazione, spostando gli oggetti dentro il suo Centro di attività, colorato e  entusiasmante.

Il mondo va conquistato

fisher-priceDopo il compimento dei cinque mesi ogni giorno porta progressi, sia a livello motorio che cognitivo. Mordendo, stringendo e toccando, il piccolo si impossessa del mondo e lo categorizza. Avere a disposizione una vasta gamma di giocattoli di diverse forme e dimensioni lo aiuta a crescere, perché gli permette di costruire una specie di banca dati di esperienze. A sei mesi, infine, il bimbo intuisce che causa degli eventi e che ogni suo gesto ha una conseguenza. Per questo i giochi impilabili e i cubi sono una sfida coinvolgente. I colori attraggono, il rumore della torre che cade diverte e per catturare i pezzi si striscia e si spinge. Finché non si comincia a gattonare.

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