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Novità importanti per l’assistenza dei prematuri

Sono piccoli, fragili, ma con le attenzioni giuste potranno presto stare meglio. Ecco cosa si fa in alcuni ospedali

Novità importanti per l’assistenza dei prematuri

Negli ultimi anni sono stati compiuti passi importanti per garantire un sostegno sempre più all’avanguardia ai bimbi nati prematuri o con un problema di salute. Ora l’attenzione si concentra su un altro aspetto importante della “cura”, ovvero la presenza dei genitori, il contatto con la mamma, il suo latte. Ecco tre ospedali che, recentemente, hanno investito in questa direzione.

Una Banca del Latte per i bimbi ricoverati

Il latte della mamma è prezioso per la salute di tutti i bambini, ma per i piccoli nati prima del termine è un vero e proprio salva-vita. Ecco perché l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo si è attivato per creare una Banca del Latte Umano Donato che assicuri a ogni neonato prematuro che non ha disposizione il latte della propria mamma, l’alimento che meglio di ogni altro può proteggerne la salute e la crescita.

“La peculiarità dei nutrienti del latte materno, le componenti enzimatiche e ormonali, i fattori di crescita e quelli anti-infettivi lo rendono un alimento unico e inimitabile”, spiega Giovanna Mangili, direttore della Patologia Neonatale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, “in grado di prevenire patologie gravi in bambini con peso estremamente basso, soprattutto a carico dei polmoni, dell’intestino e degli occhi, oltre a favorire un miglior sviluppo neuro-evolutivo”.

Perché il progetto, realizzato con il contributo di Conad Centro Nord, possa funzionare al meglio è fondamentale la collaborazione delle mamme della zona che decidono di donare un po’ del loro latte per i bimbi ricoverati. Il latte raccolto viene sottoposto a controlli fisici e batteriologici, pastorizzato e infine congelato. Tutte le mamme con un allattamento ben avviato, che siano in buona salute e abbiano un corretto stile di vita, possono contattare l’ospedale per diventare donatrici, un gesto solidale che aiuterà a crescere e stare bene tanti bambini. Anche piccole quantità di latte sono infatti preziose, basti pensare che un neonato di peso molto basso, spesso inizia ad alimentarsi con meno di 20 cc di latte al giorno.

Per chi volesse saperne di più, sul sito dell’azienda sanitaria sono disponibili informazioni e riferimenti.

 

Un cuscino che imita l’abbraccio materno

Nell’incubatrice come se fossero posati sul petto della mamma, stretti nel suo abbraccio morbido, cullati dal battito del suo cuore. Questa l’importante novità per i bimbi ricoverati nel reparto di Neonatologia dell’Ospedale di San Bortolo di Vicenza: uno speciale cuscino in softgel, chiamato BabyBe, che riproduce il battito cardiaco, il respiro e la voce della mamma. “La confortante presenza della madre è ricreata nel contatto tra il bambino e il softgel, che richiama la morbidezza e il tepore del corpo materno, con un effetto rassicurante che ha una sostanziale efficacia terapeutica”, spiega Massimo Bellettato, direttore dell’U.O.C. di Pediatria dell’ospedale vicentino. “Il bambino si tranquillizza ed è subito evidente la riduzione dei livelli di cortisolo, ormone dello stress che compromette la crescita degli organi principali”. Dopo che la situazione clinica si è stabilizzata, il neonato inizia a riposare sul cuscino BabyBe per una o due ore al giorno, destinate ad aumentare gradualmente nei giorni successivi. Un bel conforto per tutti quei momenti della giornata in cui il piccolo non è tra le braccia della mamma per la marsupioterapia.

Le apparecchiature sono state donate al reparto dall’associazione Team for Children Vicenza onlus, mentre lo speciale softgel è stato fornito gratuitamente dall’azienda produttrice Technogel Italia.

 

Una Stanza per stare con la mamma

Una stanza per le mamme dei bimbi ricoverati in Patologia Neonatale. L’Ospedale Cardinal Massaia di Asti ha inaugurato uno spazio dove la mamma può soggiornare tenendo con sé il suo piccino, 24 ore su 24. Una vicinanza che favorisce il benessere e la crescita dei bimbi e aiuta le mamme a superare il trauma di una nascita prematura. Già in passato, i genitori avevano libero accesso al reparto per stare accanto ai loro piccini, ma l’inaugurazione di uno spazio speciale, riservato alla neofamiglia, rappresenta un ulteriore passo avanti. “È diverso vivere con il proprio bambino fin da subito”, spiega Paola Gianino, direttore della Struttura di Pediatria dell’Asl AT. “I vantaggi sono tanti per la tranquillità dei genitori e per lo sviluppo psicofisico dei neonati. In questo modo è, infatti, possibile il contatto costante tra la mamma e il neonato, viene favorito l’allattamento al seno e i genitori possono occuparsi del loro bambino in maniera progressivamente più autonoma, pur essendoci sempre le infermiere a disposizione in caso di bisogno”.

La convivenza con il proprio piccino, permette ai genitori di diventare parte integrante del percorso di cura, un percorso che unisce la sicurezza dell’assistenza (caratterizzata da attrezzature all’avanguardia) e l’importanza del contatto e della presenza materna. “Il rapporto mamma-neonato è un aspetto delicato e vitale”, considera Ida Grossi, direttore generale dell’Asl AT. “Con questa iniziativa la nostra Asl intende proteggere fin dal primo istante di vita il nascituro dando la possibilità ai genitori di seguirlo in ogni momento nel percorso di cura in terapia intensiva”.

 

di Giorgia Cozza

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