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Se l’asilo non gli manca…

I consigli per aiutare il tuo bambino ad affrontare con serenità e senza capricci il rientro al nido o alla scuola dell'infanzia dopo le vacanze o un malanno

Se l’asilo non gli manca…

È un fenomeno tipicamente invernale: dopo l’impegno di settembre per aiutare il bimbo ad affrontare il primo distacco dalla mamma e a inserirsi nel nuovo ambiente, ecco che l’immancabile virus di stagione lo trattiene a casa per giorni o settimane, rendendo il rientro fonte di capricci e rifiuti. Ma le difficoltà nel riprendere i ritmi dell’asilo si presentano spesso anche dopo le vacanze natalizie, quando il piccolo deve rinunciare ad avere accanto i genitori “a tempo pieno”. Ecco qualche semplice accorgimento per rendere più sereno il ritorno al nido o all’asilo.

 

Preparalo così alle assenze

“Nel normale periodo di frequentazione, non cedere facilmente alle sue richieste immotivate di ‘bigiare’: tenerlo a casa soltanto perché è un po’ pigro o svogliato rischia di tradursi in una piccola forma di ‘disinserimento’, proprio in una fase in cui i ritmi e le routine sono molto importanti per lui”, dice Chiara Godina, psicopedagogista a Milano. “Lo abituerai, così, anche a rispettare doveri e impegni in vista delle future tappe dello sviluppo”. In occasione di un’assenza prolungata, fai capire chiaramente al bimbo che si tratta di una pausa momentanea, altrimenti si illuderà di aver smesso il nido e di poter restare sempre a casa con te. Se è il caso, spiegagli che tutti si prenderanno un periodo di riposo, anche le maestre e i compagni, e poi ci si ritroverà insieme.

 

È il momento di tornare

“Per rendere più gradita la ripresa, è consigliabile ricordargli spesso qualcosa di cui lui, sotto sotto, è convinto: che andare all’asilo è bello, che lì si fanno tante cose divertenti e che ci sono compagni simpatici”, spiega Chiara Godina. Cerca di evitare espressioni che sottolineino l’obbligatorietà o l’ineluttabilità del rientro, come “devi tornare all’asilo perché mamma e papà devono andare a lavorare”. E non perché un bimbo non debba imparare a gestire qualche frustrazione, tutt’altro, ma perché la sua vita è ricca di stimoli e soddisfazioni anche fuori dall’ambito familiare. Ricordagli, semmai, che anche alla mamma e al papà piace fare il proprio lavoro. Insomma, forniscigli una chiave di lettura complessivamente positiva della vita quotidiana dell’intera famiglia.

 

Mostrati serena

“I genitori, per primi, dovrebbero provare questa sensazione di positività”, consiglia l’esperta. È una tipica “profezia che si autoavvera” attendere con ansia la giornata campale del ritorno, quando il bambino piangerà disperato perché non vuole andare all’asilo. Ricordiamoci che questi problemi sono più spesso nella testa dell’adulto, che fatica a tollerare il disagio del proprio piccolo: in fondo, quel pianto rivela l’immenso affetto per il genitore, ovviamente preferito ad altre figure di riferimento. Insomma: il bambino è dispiaciuto per il distacco, non disperato alla prospettiva di tornare all’asilo. Dove, quasi sicuramente, non trascorrerà la giornata piangendo! Se poi nei primi giorni di ripresa il bimbo continua a patire il cambiamento di abitudini, non resta che avere pazienza e attendere che ritrovi la serenità. Potrai aiutarlo dedicandogli tante attenzioni, sempre indirizzate a sottolineare il piacere della vostra quotidianità: “Adesso andiamo all’asilo, e stasera, prima di cena, racconterai a me e al papà le storie che avete ascoltato oggi, e noi ti racconteremo tutte le cose belle che ci sono capitate”.

 

Quando il bimbo è malato

Un malessere comporta sempre un po’ di sofferenza e, quindi, il rientro dopo la convalescenza si rivelerà più facile rispetto a una vacanza. Durante la malattia, però, evita di fare troppe concessioni, come lasciare il bambino tutto il giorno davanti alla tivù. Cerca, nei limiti del possibile, di riproporre qualche attività piacevole imparata all’asilo: così si sentirà di nuovo coinvolto nel clima scolastico e, nel contempo, proverà il desiderio di tornare dai suoi amichetti. Ricordagli, inoltre, che anche fuori dalle pareti domestiche ci sono persone che gli vogliono bene e lo stanno aspettando, che all’asilo potrà fare giochi di movimento impossibili nell’esiguo spazio di casa. Assicurati, infine, che sia completamente guarito prima di riaccompagnarlo: un bimbo che non sta ancora bene reagisce male alla separazione, perché ha più bisogno di protezione e contatto.

 

Anche l’asilo farà la sua parte

Dopo una lunga assenza, le educatrici di solito non riprendono l’inserimento al nido ripartendo da zero, perché sanno che l’indipendenza del bambino è ormai un fatto acquisito. Ci vorrà tuttavia qualche attenzione in più se il piccolo è ancora un po’ confuso, standogli vicino e coccolandolo. Normalmente, dopo una malattia, le educatrici si impegnano a illustrare al bimbo le attività svolte in sua assenza, tranquillizzandolo sul fatto che recupereranno insieme il ritardo. Nidi e materne prevedono, poi, una serie di attività “soft” di riaccoglienza dopo le vacanze invernali, tenendo conto, ad esempio, che i bambini si sono abituati a dormire di più al mattino e, quindi, saranno più assonnati e nervosi.

 

di Roberto C. Sonaglia

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