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Antibiotici, anche in primavera?

Spesso si ricorre a questi farmaci quando non sono davvero necessari. Ecco come comportarsi con i malanni più frequenti in questa stagione e soprattutto quando l'uso degli antibiotici va assolutamente evitato

Antibiotici, anche in primavera?

L’Italia è uno dei Paesi europei con la maggiore diffusione di batteri resistenti agli antibiotici, responsabili di infezioni temibili che minacciano soprattutto i più deboli, come bambini immunodepressi o ricoverati in ospedale. E siamo anche il Paese con il più alto consumo di antibiotici dell’Unione europea. Due dati correlati, perché la resistenza agli antibiotici è una conseguenza dell’uso inappropriato di questi farmaci. “Sono medicine estremamente potenti, indispensabili”, spiega Marta Ciofi degli Atti, responsabile di epidemiologia clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. La loro scoperta ha cambiato la storia della medicina: infezioni che un tempo mettevano a repentaglio la vita, oggi, sono curabili. Ma i batteri si difendono: mutano velocemente, sviluppando meccanismi che li rendono resistenti alle medicine. Che fare, dunque? In attesa che la ricerca metta a punto nuove armi, per rallentare l’avanzata dei “superbatteri”, dobbiamo usare gli antibiotici solo quando servono davvero. Ecco come comportarsi con i malanni di questa stagione.

Più frequenti le infezioni virali

“Le infezioni più diffuse tra i bambini nei mesi primaverili sono di origine virale, e non batterica”, spiega Alberto Ugazio, direttore del Dipartimento di Medicina Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù. “Somministrare antibiotici in presenza di un’infezione virale non aiuta in alcun modo il bambino a stare meglio, né abbrevia il decorso della malattia. Al contrario, può causare effetti collaterali, e certamente favorisce lo sviluppo delle resistenze batteriche”.

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Raffreddore: basta il paracetamolo

L’epidemia influenzale ormai è agli sgoccioli, ma in primavera continuano a circolare i virus parainfluenzali responsabili di raffreddore, febbre, tosse. “Gran parte delle infezioni delle prime vie aeree dei bambini è di natura virale e non richiede terapia antibiotica”, osserva Ugazio. È sempre opportuno consultare il pediatra per un’indicazione specifica, ma di solito l’unico farmaco indicato è il paracetamolo come analgesico (per alleviare il dolore) e antipiretico (per ridurre la temperatura). La malattia deve fare il suo corso. Il raffreddore non va confuso con la rinite allergica, frequente in questa stagione: i sintomi principali di allergia sono il naso che cola e prude, gli occhi arrossati e lacrimanti.

Faringite: serve prima il tampone

Il 20-30% delle faringiti è di origine batterica, causato dallo streptococco emolitico di gruppo A, che va curato con gli antibiotici. “Per questa ragione il medico, in caso di faringite, esegue il tampone faringeo”, spiega Ugazio. “Dopo circa 24 ore dall’invio in laboratorio, la coltura del tampone dice se l’infezione è causata o meno dallo streptococco. Se il risultato è positivo, al bambino viene prescritto l’antibiotico”.

Gastroenterite: basta idratare il bimbo

Nella maggior parte dei casi, le gastroenteriti sono di origine virale. Spesso non è necessario alcun trattamento, eccetto il paracetamolo in presenza di febbre e malessere. L’importante è mantenere ben idratato il bambino offrendogli spesso da bere. Gli antibiotici sono indicati solo nei casi, meno frequenti, di gastroenterite batterica, che spetta al pediatra diagnosticare.

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Quinta malattia: passa da sola

Si tratta di una malattia esantematica tipica del periodo primaverile. È un’infezione benigna, dal decorso breve. Essendo di origine virale non richiede l’uso di antibiotici.

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di Maria Cristina Valsecchi

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