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Anemia, un disturbo frequente tra i bambini

Anemia, un disturbo frequente tra i bambini

L’anemia sideropenica o “da carenza di ferro” è una condizione relativamente frequente nei bambini. Si verifica quando diminuiscono i valori dell’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi, che trasporta l’ossigeno nel sangue. Infatti, il ferro è parte essenziale nella struttura dell’emoglobina, che in mancanza di questo minerale non può essere sintetizzata. In particolare, si riduce il volume dei globuli rossi (microciti), che al microscopio appaiono anche “scoloriti” o, come si dice in termini tecnici, ipocromici. Il numero dei globuli rossi, a differenza di quanto potrebbe sembrare, non è ridotto: al contrario, in genere è aumentato. Questo fenomeno avviene perché l’organismo, nel tentativo di bilanciare l’anemia, ne potenzia la produzione.

Come si manifesta
L’anemia sideropenica si sviluppa in genere lentamente, man mano che i depositi di ferro dell’organismo si esauriscono. E i campanelli d’allarme, che avvertono di quanto sta accadendo nell’organismo, sono diversi. Il bambino appare meno vivace, inappetente, può stancarsi facilmente e accusare mal di testa. Si può verificare anche un’irritazione della mucosa della bocca o agli angoli delle labbra, oppure può manifestarsi una maggiore fragilità delle unghie e dei capelli. Il pallore, invece, non è sempre un sintomo rivelatore: un test più affidabile è controllare il colorito delle mucose interne delle labbra e, anche, delle palpebre inferiori, che di solito divengono molto chiare. Un’eventuale carenza di ferro può manifestarsi molto precocemente, fin dalle prime settimane di vita del bambino. In particolare, intorno al terzo-quarto mese, il fatto che il ferro scarseggi è fisiologico ed è dovuto alla grande richiesta di questo minerale da parte dell’organismo del piccolo, in rapida crescita.

Dal momento della nascita fino al termine del primo anno, infatti, il volume del sangue raddoppia. È normale, quindi, che le quote di ferro in un bimbo di pochi mesi non siano molto elevate. Il minerale impiegato per la sintesi dell’emoglobina proviene sia dai depositi che si sono creati durante la vita intrauterina, sia dall’alimentazione. Il latte materno assicura una buona quantità di minerale, perché viene assorbito completamente dal metabolismo del piccolo. Il latte artificiale attualmente in commercio è sempre arricchito di ferro e quindi, di solito, somministrarlo non causa problemi. Tuttavia potrebbe verificarsi una carenza di ferro nei bimbi allattati esclusivamente al seno fino ai 7-8 mesi, che non abbiano, quindi, ancora iniziato lo svezzamento.

Anche l’assunzione di latte vaccino pastorizzato prima del compimento dei dodici mesi può costituire causa di anemia, non solo perché è di per sé povero di questo minerale, ma anche perché ‘cattura’ il ferro contenuto in altre sostanze e, di conseguenza, ne impedisce l’assorbimento. Inoltre, in alcuni bambini può provocare un’intolleranza, che determina piccolissime perdite di sangue dall’intestino, assolutamente invisibili nelle feci. A lungo andare queste microfuoriuscite provocano uno stato di anemia, di cui è difficile accorgersi. Ecco perché, in genere, si consiglia di evitare la somministrazione di latte vaccino prima del compimento dei dodici mesi. Naturalmente è sufficiente eliminarlo dalla dieta per risolvere il problema, che tende comunque a scomparire spontaneamente dopo il primo anno di età.

Dopo i dodici mesi, se l’alimentazione del bambino è completa e varia, di solito non si presentano problemi di anemia. Se, tuttavia, il piccolo ha la tendenza a nutrirsi ancora con molto latte (magari perché è inappetente e preferisce il biberon a un piatto di pastina o alla carne), la sua dieta potrebbe avere bisogno di qualche integrazione di ferro. Se l’anemia da mancanza di ferro si ripresenta con frequenza, nonostante una corretta alimen- tazione e un’adeguata terapia delle ricadute, è opportuno verificare l’ipotesi che la carenza sia dovuta a una forma di malassorbimento intestinale. L’intolleranza al glutine, o celiachia, molto frequente provoca un assorbimento squilibrato dei principi nutritivi, tra cui il ferro.

L’intervento del pediatra
Se il piccolo presenta alcuni dei sintomi descritti in precedenza, è opportuno che i genitori chiedano consiglio al pediatra. Il medico, considerata la storia clinica e alimentare del bambino, potrà prescrivere alcune semplici analisi del sangue, quali emocromo, sideremia e ferritinemia. Una volta stabilita con questi accertamenti la carenza di ferro, il pediatra indaga in primo luogo sulla correttezza della dieta del piccolo, per valutare se il fabbisogno teorico viene soddisfatto e consigliare le opportune variazioni. Quindi, stabilita la causa della carenza di ferro, il medico prescrive la terapia più indicata: a volte è sufficiente eliminare il latte vaccino o il glutine dalla dieta, oppure aggiungere al latte le pappe per lo svezzamento. Se queste correzioni non sono sufficienti, il pediatra potrà prescrivere anche la somministrazione di ferro per bocca (in gocce o in fiale). Se si segue la terapia correttamente e se il ferro viene regolarmente assorbito, si verifica abbastanza rapidamente una risalita dei valori dell’emoglobina; la cura, però, dev’essere continuata per un periodo prolungato, anche per qualche mese, poiché l’obiettivo non è soltanto correggere l’anemia, ma anche ripristinare il ferro circolante e i depositi presenti nell’organismo del piccolo.

La corretta alimentazione
L’anemia, dunque, si può curare, ma soprattutto si può prevenire con una corretta alimentazione. Occorre certamente puntare su alimenti ricchi di ferro, rispettando alcune regole. Innanzitutto, alcuni vegetali (come fagioli, lenticchie, spinaci) sono ricchi di questo minerale, che però viene assimilato con maggiore difficoltà rispetto a quello contenuto nelle carni. Attenzione al tè: contiene sostanze, chiamate tannini, che ne riducono l’assorbimento. Anche l’eccesso di fibre, presenti nei cereali integrali, produce questo effetto. La vitamina C, invece, potenzia l’assimilazione del ferro: conviene quindi condire gli spinaci e le verdure con qualche goccia di limone. In generale, poi, l’assorbimento del ferro è influenzato positivamente da tutti gli alimenti che, stimolando le secrezioni dello stomaco, contribuiscono a mantenere elevata l’acidità dell’ambiente digestivo. In questo senso, dunque, può essere consigliabile l’uso relativamente abbondante delle erbe aromatiche (capaci di stimolare le secrezioni gastriche) per insaporire carne e pesce, che costituiscono ottime fonti naturali di ferro.

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