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Allattare un neonato “pigro”: consigli su misura

Alcuni piccoli si assopiscono dopo aver succhiato per pochi minuti. Come assicurarsi che prendano abbastanza latte?

Allattare un neonato “pigro”: consigli su misura

Ci sono bimbi che nelle prime settimane dopo la nascita cercano spesso il seno materno e trascorrono buona parte della giornata poppando, mentre altri appena si trovano tra le braccia della mamma approfittano per fare un bel pisolino. Come regolarsi per allattare un neonato pigro che, dopo aver succhiato per qualche minuto, si assopisce rapidamente? Se le pause tra le poppate sono troppo lunghe, c’è davvero il rischio che non assuma abbastanza latte e che la produzione non sia adeguatamente stimolata? Vediamo insieme come gestire l’allattamento dei bimbi più tranquilli e “sonnolenti”.

Mantieni la “quota minima” di poppate

La raccomandazione per la neomamma è di assecondare i segnali del bebè, offrendogli il seno a richiesta ogni volta che sembra pronto per poppare, cioè quando apre e chiude la bocca, volta la testa come se ‘cercasse’ o si porta le manine alle labbra. In pratica, a ‘condurre’ le poppate è il bimbo stesso, che cerca il seno quando ha fame, sete o bisogno di contatto. “Nelle prime settimane di vita le poppate sono numerose: in media 8-10, o più, nell’arco delle 24 ore”, commenta Paola Paschetto, consulente professionale in allattamento (IBCLC) presso il Centro per l’Allattamento Materno di Biella. “La mamma non deve preoccuparsi degli orari o della durata dei pasti, ma semplicemente assecondare le esigenze del bebè. Il discorso cambia se il bimbo è particolarmente sonnolento e le pause tra una poppata e l’altra sono molto lunghe: superiori alle 3-4 ore di giorno e 4-5 di notte. In questo caso, almeno nelle prime settimane, quando l’organismo materno calibra la produzione sulla base della richiesta del bambino, è opportuno stimolarlo offrendogli il seno più spesso e svegliandolo se si addormenta pochi minuti dopo l’inizio della poppata”.

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4 stratagemmi per tenerlo sveglio

Ci sono alcuni accorgimenti che la mamma può adottare per stimolare il bebè mentre poppa, affinché succhi un po’ di più senza addormentarsi.

1. “Si può accarezzargli il volto e toccargli i piedini”, suggerisce la consulente professionale. “A volte, basta il semplice tocco della mamma perché un bimbo che aveva rallentato il ritmo di suzione torni a poppare con più energia”.

2. Il piccolo si addormenta comunque? Il consiglio è di cambiargli il pannolino dopo che ha succhiato dal primo seno, prima di proporgli il secondo: è un accorgimento che in genere ‘risveglia’ il bebè e permette la ripresa della poppata. Per i bimbi più “sonnolenti”, può essere necessario sciacquare il sederino al momento del cambio.

3. Se la poppata, nonostante i tentativi della mamma, è stata troppo breve e il piccolo dorme tranquillo, può essere utile posarlo nella culla: alcuni bimbi riposano molto bene in braccio ai genitori ma, una volta collocati nel lettino, si risvegliano in breve tempo. Se il bebè torna vispo in una decina di minuti, la poppata può riprendere; se invece continua a dormire, sarà la mamma a sollevarlo per offrirgli nuovamente il seno”.

4. Attenzione, infine all’intensità della luce nella stanza in cui si allatta. “Non deve essere troppo forte, altrimenti il bimbo potrebbe essere disturbato e chiudere gli occhi, favorendo così l’addormentamento”, spiega Paola Paschetto. “D’altra parte, il locale in cui avviene la poppata non dovrà essere immerso nella penombra, che concilia il sonno”.

Ricorda che ogni bimbo ha il suo carattere

Ma perché certi piccoli non hanno voglia di poppare? “Ogni bimbo è diverso e alcuni hanno un temperamento più tranquillo degli altri”, dice la consulente professionale. “A volte, però, questa ‘pigrizia’ è legata alla modalità con cui è avvenuta la nascita: si è visto che i bebè venuti alla luce senza affrontare il travaglio hanno maggiori probabilità di risultare più sonnolenti. In questo caso, la situazione si risolve spontaneamente nell’arco di qualche giorno – o settimana – quando la suzione diventa più efficace ed energica. Nel frattempo, sarà la mamma a incoraggiare il piccolo affinché poppi a sufficienza”.

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In breve troverà il suo ritmo

Fino a quando è necessario “interferire” con i ritmi naturali del bambino? “Superate le primissime settimane, se la crescita del bebè è adeguata, ovvero intorno ai 200 grammi alla settimana, la mamma potrà assecondare le sue richieste, senza preoccuparsi di farlo poppare di più”, spiega Paola Paschetto. “Naturalmente, se riducendo le poppate la crescita settimanale dovesse calare, si tornerà a proporre il seno con maggior frequenza. In genere, comunque, anche i bimbi più pigri dopo il primo mese di vita trovano un loro ritmo e tendono a poppare in modo più efficace, senza aver più bisogno di continui stimoli”.

Verifica così il benessere del tuo bebè

Quando le poppate sono poco numerose, è molto importante tenere sotto controllo la quantità di latte assunta quotidianamente. Come? “Contando i pannolini bagnati”, spiega l’esperta. “Le pipì devono sempre essere 6-7 al giorno e devono essere regolarmente presenti feci. Indicativamente le scariche dovrebbero essere 2-4 nelle 24 ore, ma questo dato è molto variabile. Se non ci sono problemi, basta pesare il piccolo una volta alla settimana e verificare che l’incremento ponderale si aggiri intorno ai 200 grammi. Non è invece consigliata la doppia pesata, che non offre informazioni utili e può creare preoccupazioni immotivate”.

di Giorgia Cozza

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