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“Allattami”: il latte di mamma è un dono solidale

Un'iniziativa lodevole, un esempio di efficace collaborazione tra una struttura sanitaria pubblica e un'azienda privata, a tutto vantaggio dei piccoli nati prematuri o con problemi di salute che possono beneficiare del latte umano donato

“Allattami”: il latte di mamma è un dono solidale

Latte di mamma per i bimbi nati prima del termine a Bologna, ma non solo. Il progetto “Allattami” – ovvero la Banca del Latte Umano Donato, nata quattro anni fa dall’impegno congiunto del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e di Granarolo – è partito così bene che si è esteso anche a Ferrara e presto raggiungerà Parma.

Un progetto in costante crescita

Quando la Banca è stata inaugurata, nell’autunno del 2012, la speranza era quella di riuscire a garantire latte umano donato ai più di cento bambini che ogni anno vengono alla luce con un peso inferiore a 1500 grammi a Bologna. Ma grazie alla generosità di tante mamme che hanno deciso di destinare parte del loro latte ai bimbi nati prima del termine o con problemi di salute, questo alimento prezioso ora è disponibile anche per i prematuri ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale di Ferrara e presto lo sarà anche per i piccoli ricoverati nell’Ospedale di Parma. “Dall’apertura della Banca ad oggi sono stati donati 14mila biberon”, spiega Luigi Corvaglia, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. “Una catena di solidarietà eccezionale che spiega il successo dell’iniziativa e la possibilità di estenderla ad altre città, raggiungendo altri bimbi che ne hanno bisogno”.

Già, perché il cuore pulsante del progetto sono proprio loro, le mamme di Bologna e zone limitrofe che hanno abbracciato questa scelta solidale. “Oggi abbiamo latte umano a sufficienza per tutti i neonati fortemente prematuri ricoverati nelle Terapie Intensive Neonatali del Sant’Orsola e dell’Ospedale Maggiore”, spiega il professor Corvaglia. “Per i bimbi che alla nascita non raggiungevano il chilo e mezzo di peso, c’è sempre latte di mamma donato a disposizione, e non è più necessario ricorrere alla formula artificiale. Riserviamo infatti a chi ne ha più bisogno questo alimento prezioso, la cui superiorità dal punto di vista biologico è ormai incontestabile”.

Latte di mamma, perché è così importante

Prezioso per ogni bambino, per i bimbi nati prima del termine il latte di mamma rappresenta un vero e proprio farmaco salvavita. Ma quando il latte materno non è disponibile, diventa fondamentale il latte di altre mamme, che hanno deciso di condividere il nutrimento destinato al loro piccino con altri bimbi che ne hanno un estremo bisogno. “Alcune problematiche legate all’immaturità dell’apparato gastrointestinale che prima si presentavano con elevata frequenza sono in netto calo”, considera Luigi Corvaglia. Ma il latte umano donato non è la prima scelta – ovviamente dopo quello materno – solo a livello nutritivo. Grazie agli anticorpi e alle sostanze antinfiammatorie in esso contenuti, si riducono infatti le complicanze legate alle infezioni, anche gravi, che mettono a rischio la salute e la vita di questi piccoli. La scienza lo ha dimostrato: il latte umano aumenta le possibilità di sopravvivenza dei bimbi prematuri, favorisce lo sviluppo e riduce i tempi di ospedalizzazione.

L’unione fa la forza

Se le mamme sono il cuore del progetto, poiché forniscono la “materia prima” indispensabile per il funzionamento della Banca, il successo di “Allattami” è frutto della collaborazione tra la sanità pubblica e Granarolo. Trattandosi della prima Banca ‘ibrida’, è stato necessario inventare dal nulla un modello di gestione, dal punto di vista amministrativo e burocratico, che risultasse efficace e funzionale. Per quanto riguarda la gestione pratica del progetto, il Policlinico bolognese si occupa del “reclutamento” delle mamme donatrici che vengono selezionate per garantire una sicurezza assoluta dell’alimento materno. Il personale è inoltre a disposizione per offrire le indicazioni relative alla raccolta e alla conservazione del latte, ma anche per rispondere a tutti i dubbi delle mamme legati alla donazione o alla buona riuscita dell’allattamento stesso. “Le aspiranti donatrici incontrano preliminarmente un nostro medico, vengono sottoposte a un questionario – per valutare stile e abitudini di vita – ed effettuano un esame del sangue per escludere la presenza di infezioni e/o patologie che rappresentano una controindicazione alla donazione”, spiega il professor Corvaglia. “Siamo inoltre a disposizione delle mamme donatrici che per qualunque quesito – come, ad esempio, se in caso di febbre e/o di assunzione di farmaci si può raccogliere il latte – possono chiamare un numero di cellulare sempre attivo”. Di fondamentale importanza in questo processo risulta anche il supporto dell’associazione di Genitori dei neonati pretermine “il Cucciolo”, che è sempre presente accanto alle attività della nostra Unità Operativa.

L’azienda Granarolo si occupa del ritiro a domicilio dei biberon (la raccolta avviene porta a porta con un mezzo dotato di un apposito congelatore elettronico per mantenere la catena del freddo), della pastorizzazione e della conservazione del latte. Il latte umano donato, sterile e quindi assolutamente sicuro, viene infine consegnato alle Terapie Intensive che ne hanno bisogno a Bologna, Ferrara e, presto, Parma.

Per chi volesse saperne di più e per le mamme di Bologna e dintorni che desiderano partecipare a questo progetto, tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.allattami.org

 

di Giorgia Cozza

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