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Allattamento, come partire con il piede giusto

5 consigli per un buon avvio delle poppate

Allattamento, come partire con il piede giusto

Desideri nutrire al seno il tuo bambino? Ecco come partire con il piede giusto e garantire un buon avvio dell’allattamento in cinque semplici mosse.

 1. Informati in gravidanza

Per iniziare bene, è importante “prepararsi” già in gravidanza. Come? Informandosi sulla fisiologia dell’allattamento, per scoprire qual è la normalità delle poppate al seno e come gestirle. Un tempo non era necessario leggere manuali sull’allattamento o partecipare agli incontri organizzati dalle associazioni e dai gruppi di auto aiuto tra mamme, ma oggi abbiamo perso la “confidenza” con questo gesto naturale e non possiamo contare sull’esperienza e sull’esempio delle altre donne della famiglia come accadeva in passato. Oggi, molte donne diventano madri senza aver mai visto un’altra donna allattare e in questa situazione i dubbi e le incertezze possono essere molto numerosi. Per questo, il suggerimento è di raccogliere più informazioni possibili – confrontandosi con l’ostetrica del corso preparto e partecipando agli incontri organizzati dalle associazioni che promuovono l’allattamento – per arrivare preparate a questo appuntamento e prevenire o superare eventuali difficoltà iniziali.

 2. È nato, subito al seno!

Subito dopo la nascita, se mamma e bimbo hanno la possibilità di stare insieme in un ambiente tranquillo e intimo, al riparo da interferenze e interventi non necessari, il neonato – posato sul petto della madre – è in grado di ‘trovare’ il seno e succhiare le prime gocce di colostro, senza bisogno di aiuti esterni. Anche la situazione ormonale del post parto è particolarmente favorevole: ossitocina, prolattina e endorfine aiutano la mamma a prendersi cura del bebè e garantiscono un buon avvio della produzione di latte. Per questo, tutti gli interventi previsti dalla routine ospedaliera, come le misurazioni di peso e lunghezza e il primo bagnetto possono aspettare. E se il bebè è nato con un cesareo? “L’allattamento, se l’intervento si è svolto in anestesia spinale o epidurale, può iniziare già sul lettino della sala operatoria”, rassicura Paola Paschetto, consulente presso il Centro Allattamento di Biella. “Se invece il cesareo si è svolto in anestesia totale la mamma potrà far succhiare il suo piccino non appena si sarà svegliata e si sentirà pronta”.

3. Allatta su segnale

A differenza dell’alimentazione artificiale, l’allattamento non segue schemi e tabelle e non prevede orari. Ma come regolarsi allora per gestire i pasti del bebè? In realtà è semplice, è sufficiente seguire i segnali del proprio bambino. Ciò significa che la mamma offrirà il seno al bebè ogni volta che si mostra interessato a poppare, ovvero quando apre e chiude le labbra, volta la testolina come se ‘cercasse’, si porta le manine alla bocca, è inquieto. Attenzione, il pianto è un segnale tardivo di fame e può ostacolare la poppata perché, se il bimbo è molto agitato, può faticare ad attaccarsi correttamente. Lo stesso discorso vale per la durata della poppata. Un tempo si suggeriva di lasciar succhiare il bimbo “dieci minuti per seno”, oggi sappiamo che facendo in questo modo c’è il rischio di privare il bebè del latte più sostanzioso che viene assunto nella seconda parte della poppata. Molto meglio, ancora una volta, osservare il bambino e considerare terminata la poppata quando si stacca dal seno o si addormenta.

 4. Interferenze? No, grazie!

La lattazione si basa su un meccanismo di domanda e offerta: più il bimbo succhia e più latte viene prodotto. Ma perchè questo meccanismo funzioni al meglio, nelle prime settimane di vita, ovvero nella fase di calibrazione in cui il seno “impara” quanto latte deve produrre, è meglio evitare ciucci, biberon, tisane. Infatti, se il bebè distanzia le poppate perché ha ricevuto altri liquidi o si è consolato succhiando il ciuccio, si crea un’interferenza con il meccanismo di domanda ed offerta. Questa interferenza può impedire al neonato di assumere la giusta quantità di latte e la minor richiesta può portare una diminuzione della produzione o contribuire al verificarsi di un ingorgo mammario, perché il seno non viene drenato con adeguata frequenza.

 5. Fidati di te e del tuo latte

Quando nasce un bimbo, “piovono” consigli, commenti e pareri non richiesti. Uno degli argomenti più “gettonati” è proprio l’allattamento al seno. Il bebè piange? Vuole poppare spesso? Fa poppate lunghe? Ecco che subito vengono messe in dubbio quantità e qualità del latte di mamma. Sappiamo che non è facile ignorare i commenti altrui, soprattutto quando vanno ad alimentare dubbi e incertezze che sono comuni nel primo periodo successivo alla nascita, quando per la mamma è tutto nuovo e da imparare, ma… fidati di te stessa e delle tue potenzialità di nutrire il tuo bambino! E soprattutto: il tuo latte non è troppo leggero/troppo grasso/troppo poco/troppo… Il tuo latte è semplicemente perfetto. È l’alimento ideale per garantire al tuo piccolo una crescita sana ed equilibrata.

di Giorgia Cozza

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