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23 maggio 2018

Aiuto! Oggi si va dal pediatra

I bambini hanno paura del dottore perché associano a questa figura manovre che possono procurar loro dolore. E i piccoli hanno una memoria di ferro, soprattutto quando si parla di esperienze spiacevoli...

Aiuto! Oggi si va dal pediatra

I genitori hanno un ruolo fondamentale: con il loro atteggiamento possono trasmettere serenità o ansia. Perciò è molto importante che già in sala d’attesa la mamma distragga il piccolo intrattenendolo con giochi e che, una volta entrata dal medico, mantenga un atteggiamento il più possibile sereno. Ma anche il pediatra deve fare la sua parte, dedicando tempo ai genitori per spiegare bene la situazione e per tranquillizzarli. E poi è opportuno che ancor prima della visita prenda confidenza con il bambino, in modo da conquistarsi la sua fiducia.

Un appuntamento importanteLa prima volta dal pediatra

Chiarezza già da casa

Prima di andare dal pediatra, spieghiamo al bambino quel che accadrà. Ad esempio: “Hai male alla gola, ti porto dal dottore che è una persona in grado di farti guarire; ti chiederà di aprire la bocca e di dire ‘A’; ti farà un po’ male, ma dopo ti sentirai bene e potrai tornare a giocare”. In questo modo lui capirà che il dottore è sì una persona che può farlo ‘soffrire’, ma che gode della fiducia di mamma e papà. Così, avrà la certezza che non c’è una sorta di congiura contro di lui, ma che tutti, genitori e dottore, stanno cooperando per il suo bene.

Già verso i 10-12 mesi il piccolo è in grado di capire il senso generale delle frasi dal tono di voce, anche se non comprenderà esattamente il significato delle parole. Ma noi non stanchiamoci di dargli semplici spiegazioni in modo rassicurante.

È anche utile preparare il bambino attraverso il gioco: il più classico è proprio il gioco del dottore, in cui la mamma, il papà o un fratello più grande fanno finta di visitarlo aiutandosi con oggetti vari, come un cucchiaino o una palettina per guardargli la bocca.

No alle bugie

È sconsigliato raccontargli bugie: dicendogli che state andando da un amico mentre lo porti dal pediatra farai solo in modo che in futuro lui abbia dubbi sul fatto che tu gli dica la verità. Altrettanto dannoso è associare la figura del pediatra o l’assunzione di medicine alla prospettiva di una punizione.

Se capita una situazione di emergenza e dobbiamo portarlo al pronto soccorso, il bambino si troverà catapultato all’improvviso in un ambiente nuovo senza che noi abbiamo avuto il tempo di prepararlo. Se riusciamo, mentre lo portiamo in ospedale cerchiamo di tranquillizzarlo spiegandogli che stiamo andando in un posto nuovo dove un medico che lui non conosce sarà in grado di risolvere il suo problema.

Altrimenti rimediamo dopo, raccontandogli più e più volte (la ripetizione ha un effetto rassicurante) la scena che si è verificata, ad esempio: “Sei caduto e ti sei fatto molto male, siamo venuti di corsa in questo posto, il dottore ti ha soccorso, adesso ritornerà per controllarti e poi andremo tutti a casa a giocare di nuovo”. Se fossimo troppo agitate per farlo, cerchiamo l’aiuto di un’altra figura a lui familiare – nonni, zii, baby-sitter – almeno in attesa di recuperare la calma.

Lo porto al pronto soccorso?Cosa valutare

C.P

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