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19 luglio 2018

Come accorgersi se il piccolo non sente bene?

Circa il 50% delle sordità compaiono dopo la nascita. Come capire se il piccolo ha un udito sano o, al contrario, non sente bene?

Come accorgersi se il piccolo non sente bene?

I problemi all’udito sono purtroppo molto diffusi, ma i genitori non devono allarmarsi perché le diagnosi sono sempre più tempestive. Nei primi due giorni di vita viene per esempio effettuato screening audiologico neonatale: grazie a questo test si possono individuare circa il 50% dei disturbi legati alla sordità; il restante 50%, tuttavia, può comparire in un secondo momento, o essere già presente ma non manifestarsi nell’immediato periodo postnatale. È quindi importante riconoscere quelli che vengono chiamati i segni delle forme tardive. Di solito sono proprio i genitori a rendersi conto se il bimbo, anche piccolissimo, non sente bene.

Quali sono i segni tardivi?

Ci sono alcuni comportamenti normali, che si differenziano in base all’età del bambino. Quando il piccolo non ha determinate reazioni vuol dire che potrebbe esserci un problema. Quali sono gli atteggiamenti cui prestare attenzione? A 3 mesi, nella normalità, potrebbe mettersi a piangere per un rumore improvviso, segue la voce della mamma, un suono forte attira la sua attenzione. A 6 mesi, poi, volge il capo verso un suono forte, apprezza i giochi musicali, rivolge lo sguardo verso chi parla, smette di piangere se la mamma canta o lo chiama.

A 9 mesi, capisce alcuni “ordini”, come “andiamo”, si gira se viene chiamato, presta attenzione alla musica, riconosce il suo nome e quello dei membri della sua famiglia, riproduce alcuni suoni con la bocca. A 1 anno, capisce il significato di domande semplici e di comandi semplici, saluta se richiesto, è attratto da oggetti che suonano (come il telefono), balla con la musica, localizza i suoni e sa identificare le persone e le parti del suo corpo.

Come sempre, i bambini non sono delle macchine: ci sono piccoli più precoci e altri piccoli un po’ più lenti. Lo schema suggerito è indicativo e, in caso di dubbi, consulta sempre il pediatra.

Quali sono le cause dell’ipoacusia infantile?

Con il termine ipoacusia si indica un calo dell’udito. Il disturbo può essere lieve, moderato o grave, monolaterale o bilaterale, progressivo (se peggiora con in tempo) o improvviso, selettivo (se riguarda solo alcune frequenze) o non selettivo. Secondo i dati dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, 1 neonato su 1000 è affetto da ipoacusia congenita, mentre circa 3 bambini su 1000 sono colpiti da ipoacusia successivamente alla nascita (ipoacusia acquisita). Da che cosa può dipendere? Le cause possono essere numerose, come un difetto nella trasmissione degli stimoli uditivi al nervo acustico, per esempio per un tappo di cerume, o una lesione del timpano o una forte otite.

I sintomi in età prescolare

L’udito può diminuire in qualsiasi momento della vita. Fai quindi attenzione se il bambino, in età prescolare, alza la voce in modo eccessivo quando parla, aumenta spesso il volume della televisione o chiede continuamente di ripetere quanto si è detto. È importante notare, poi, se durante una conversazione fissa la bocca di chi parla e strizza gli occhi oppure se non si gira quando viene chiamato.

 

di Valentina Rorato

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