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| Aprire il cuore ai bimbi meno fortunati | ||||||
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Tutto è iniziato dall'incontro con AiBi Quando Tommaso era piccolo, prima che nascesse il fratellino, era un figlio unico super coccolato e anche un po' viziato. A volte era capriccioso ed esigente, non era mai contento! Ricordo che in quel periodo gli dicevo che con i soldi spesi per accontentare lui, avremmo potuto mantenere dieci bambini a distanza! È stato in quel periodo che, per caso, ho conosciuto AiBi, l'Associazione Amici dei Bambini, ho visitato il sito e ho contattato l'associazione per informarmi e riflettere sulla possibilità di sostenere un bimbo a distanza. L'idea mi ha conquistato e abbiamo deciso di procedere. Ci è stato "assegnato" un bimbo moldavo che allora aveva 3 o 4 anni e viveva con la mamma, un fratello e una sorellina. La sua famiglia stava affrontando un periodo di grande difficoltà economica perché il papà era in carcere. Lo abbiamo aiutati per alcuni anni, inviando – oltre al contributo in denaro – generi alimentari e qualche piccolo regalino per i bambini. Il rapporto si è concluso circa quattro anni dopo, quando il papà, uscito dal carcere, ha trovato lavoro come intagliatore del legno e ha potuto provvedere alle necessità della sua famiglia. In quell'occasione loro hanno mandato un regalo a me! È stato commovente. Un portagioie e due cornici di legno... Li custodisco gelosamente perché sono per me un ricordo molto prezioso. Un bambino ucraino Quando il bimbo della Moldavia non ha avuto più bisogno di noi, abbiamo accolto la proposta di aiutare un altro bambino e così siamo stati "abbinati" a Evghen un ragazzino che ora ha undici anni e vive in Ucraina in un Istituto per minori senza famiglia. Ci teniamo in contatto epistolare. Io gli scrivo con una certa frequenza, inviandogli delle foto di Tommaso e Filippo, perché lui possa conoscerci e sentirci vicini. Il sostegno a distanza non si risolve, infatti, con un contributo versato annualmente, non è solo una faccenda di denaro, c'è un bambino che ci pensa e che ha bisogno di sentirsi considerato. Gli abbiamo mandato anche dei giochi di società, sappiamo che nell'Istituto ci sono altri bambini e in questo modo il dono per Evghen è un dono anche per i suoi compagni. L'anno scorso, però, per il suo decimo compleanno gli abbiamo regalato un orologio colorato, spiegandogli che quel piccolo dono era un segno della nostra amicizia e che mi sarebbe piaciuto rimanesse per lui un ricordo... Un ricordo del tratto di strada percorso insieme. Un pizza party a sorpresa! Qualche mese fa per regalare una giornata diversa a Evghen e agli altri bambini dell'Istituto mi è venuta l'idea di una festa... Ho contattato la responsabile dell'Istituto e le ho chiesto se era un'idea praticabile e se lei era d'accordo. Ricevuto il suo consenso è stato il momento di... fare la spesa! E così ho spedito in Ucraina, a Volodarka, dieci confezioni di preparato per fare la pizza, pomodoro in scatola, olive, tonno, bottiglie di aranciata, biscotti... Insomma, tutto l'occorrente per organizzare una festa divertente e... gustosa! Una bella esperienza per tutta la famiglia Le lettere che ci spedisce Evghen sono in bella mostra, appese alla lavagna di sughero che ospita anche i disegni dei miei bambini. Tommaso e Filippo sanno di questo bambino lontano. Per Filippo che è più piccino è un po' difficile capire come mai non lo abbiamo mai visto, ma Tommaso, che avendo dieci anni capisce meglio, è entusiasta di questo rapporto. So che parla di Evghen anche a scuola con i compagni... Per saperne di più a proposito del sostegno a distanza scrivi un'email a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Per vedere le foto della festa che Mamma Ramona ha organizzato per i bambini ucraini clicca qui. Articolo di Giorgia Cozza Febbraio 2012 |

















