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Progetto “Rientro”

Un premio alla mamma che rientra al lavoro, se il papà resta a casa con il bebè. È lo stratagemma escogitato dalla Regione Piemonte per incentivare l’uso dei congedi parentali e, allo stesso tempo, evitare che le donne si dimettano dopo la maternità

Progetto “Rientro”

L’iniziativa della Regione Piemonte si chiama “RI.ENT.R.O.” (Rimanere Entrambi Responsabili e Occupati) e prevede un contributo di 400 euro per ogni mese di congedo paterno. Che cosa sapere?

Non solo sostegno economico

La delibera è stata approvata dalla Regione Piemonte, su proposta delle assessore alle Pari Opportunità e al Lavoro, e finanziata con risorse regionali ed europee per 500 mila euro. Obiettivo: favorire la condivisione delle responsabilità di cura familiare tra i genitori. “È un’idea nuova che da una parte vuole dare un aiuto concreto e immediato alle coppie e dall’altra contribuire al cambiamento culturale”, fa notare Monica Cerutti, assessora regionale del Piemonte alle Pari Opportunità. “Le mamme rinunciano troppo spesso al lavoro e i papà non utilizzano i congedi quanto vorremmo anche perché è ancora considerato poco ‘maschile’ occuparsi dei bambini”.

 

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Progetto “Rientro”: il bando in primavera

Il bando sarà aperto questa primavera. Potranno far domanda le mamme lavoratrici, a patto che il padre fruisca del congedo parentale. L’incentivo viene riconosciuto in un’unica soluzione finale, a seconda di quanto tempo il papà è rimasto a casa e al massimo fino a 12 mesi di vita del bambino (sale a 18 in caso di grave disabilità). Se il papà si occuperà ad esempio del bambino per 3 mesi, il premio finale per la mamma sarà di 1200 euro. In caso di mamma single, invece, l’incentivo, in questo caso di 500 euro, viene riconosciuto, al termine del congedo di maternità o parentale, a fronte del suo ritorno al lavoro.

Promuovere la natalità

Non è la prima volta che la Regione Piemonte interviene su questo fronte critico. Tra l’aprile 2011 e il marzo 2014 con il progetto “Insieme a Papà” ha erogato 162.850 euro di contributi per un totale di 170 richieste evase. “Stiamo considerando l’idea di ripetere anche questa esperienza, per sostenere i papà che in congedo parentale ricevono solo il 30% dello stipendio”, aggiunge l’assessora Cerutti, “Crediamo che sia importante insistere, anche perché le politiche pubbliche devono farsi carico della scarsa natalità collegate alla bassa occupazione femminile”. Secondo la direzione territoriale del lavoro di Torino, nel 2016 oltre 700 lavoratrici dipendenti hanno rassegnato le dimissioni nel primo anno successivo alla maternità.

 

di Chiara Sandrucci

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