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La maternità è un ostacolo alla professione?

 No, anzi, è un “acceleratore di competenze”. Ecco l’esperienza di una mamma, ideatrice della start up innovativa Maam

La maternità è un ostacolo alla professione?

Sei una neomamma reduce da nottate insonni e da un congedo più o meno lungo che ti ha rivoluzionato la vita? Niente paura per il rientro in azienda: la maternità è un master (di vita) ed è spendibile anche sul lavoro.

 

Il programma Maam

Riccarda Zezza, ex manager in varie multinazionali, due figli in età scolare, fondatrice di Piano C , il primo coworking con cobaby in Italia, è anche co-autrice del programma Maam (Maternity as a Master, la Maternità è un Master) e amministratrice unica della start up che distribuisce questa rivoluzionaria piattaforma digitale per la formazione aziendale. Un progetto partito in sordina e che, con il tempo, è approdato in 25 grandi aziende come Luxottica, Ikea, Unipol, Coca-Cola, Fastweb, Unicredit, Enel, per un totale di duemila partecipanti: mamme e papà di bambini dagli 0 ai 3 anni, che hanno seguito questa “business school di intelligenza emotiva” per affinare le loro competenze in azienda.

 

Qual è il principio che lo fonda?

È scientifico: il cervello delle madri cambia con la nascita del bambino. Solo per fare un esempio, ogni donna che diventa madre produce più ossitocina e dopamine: questo permette una trasmissione dei segnali tra le parti del cervello molto più rapida che in passato. Il modo di pensare delle madri cambia, ma cambia anche la loro visione del mondo: la maternità restringe a livello psicologico il proprio Ego e aumenta quella che i neuropsicologi chiamano la visual. Detto in altri termini: una madre vede soluzioni, connessioni e opportunità che prima della maternità non avrebbe notato.

Si tratta di “regali della natura” al cervello femminile per il progresso e l’evoluzione della specie. A queste abilità biologiche si sommano quelle imparate sul campo: dopo mesi di gestione di un neonato che ha bisogno di tutto, 24 ore al giorno, la capacità di operare in multitasking e di capire le priorità velocemente viene parecchio affinata.

 

Un ponte tra famiglia e lavoro

La maternità diventa quindi una palestra perfetta per molte “soft skills” (abilità leggere), quali la capacità di adattamento, di decidere velocemente, di mediare i conflitti, di riconoscere le priorità che sono sempre più richieste in un sistema lavorativo fluido come il nostro. Da qui l’idea di Riccarda Zezza di creare un ponte tra pubblico e privato. Anche questo processo ha un nome specifico nelle neuroscienze: si chiama transilienza” e indica la possibilità di spendere al meglio le nuove competenze in campi differenti.

Maam ha ideato quindi un programma di formazione aziendale per madri (e padri) che esalti quelle capacità (organizzative, gestionali) che la genitorialità ha richiesto in casa. Una recente dicerca di Maam su un campione di 745 donne dimostra come – una volta rese consapevoli delle loro capacità acquisite – queste si siano sentite più motivate, brave sul lavoro, rapide nel decidere e creative.

Per considerare davvero la maternità un master  – e non un impiccio per la carriera o per il mantenimento del posto di lavoro -, serve un cambiamento culturale in azienda: corsi di formazione come Maam lavorano con successo in questa direzione. Senza dimenticare che le prime a essere consapevoli del nostro potenziale dobbiamo essere noi mamme lavoratrici.

 

di Francesca Amé

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