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Psicologa

Dr.ssa PAOLA SCALARI

Specialista in Psicologia

psicologa e psicoterapeuta a Venezia

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Salve sono mamma da quasi sette mesi e questo dovrebbe essere il periodo più bello della mia vita se nn fosse che mi sento così infelice e sola,vivo in un appartamentino tra mia cognata e mia suocera che nn fanno altro che dirmi cosa devo o meno fare con la mia bimba ed inoltre cercano di mettersi al mio posto nei confronti della bambina così io temo che lei nn mi riconosca come mamma perchè la confondono e quindi la gelosia mi logora e nn faccio che piangere l'unico momento di intimità con la mia bimba è l'allattamento, cerco di fare sempre buon viso ma nn so per quanto ancora riuscirò perchè mi sembra di impazzire.mio marito dice che è un mio problema.

Sara

cara mamma, mi pare che tu stia sprofondando in una infelicità senza nome. Si chiama depressione post-parto. Quella che alle volte colpisce porpio dopo la nascita di un figlio. E' fatta di una grande insicurezza. I figli sanno benissimo chi è la loro mamma. E la loro mamma è davvero insostituibile. Facciano quel che facciano parenti e suocere invadenti. Il tuo pianto è il segnale della debolezza che ti attanaglia, della paura che s'infiltra dentro di te, della colpa di non sentirti soddisfatta che ti divora l'animo.... Il buio è totale, vero? Non è però tua la responsabilità. E' una situazione di sofferenza che vivono molte neo-mamme. E' una specie di malattia e contro le malattie non c'è la ragionevolezza, ma c'è la cura! Vorrei dire quindi a tuo marito che ha ragione il problema è tuo, ma non si risolve certo rinfaccandotelo. Quindi che si dia una svegliata. Immediatamente. E che accorra in tuo soccorso e in quella della vostra bambina. Non c'è tempo da perdere. Se lui non ti aiuta cerca un'amica disposta ad accompagnarti da uno specialista. Delle volte basta un po' di aiuto farmacologico, altre un po' di colloqui, altre ancora un tempo di psicoterapia per riconquistare la sensazione di interezza. Quindi ti dico che sono preoccupata per te. Non rimanere sola. D'accordo?! Il problema, come vedi, non è se hai ragione o torto con parenti e altri invasori, ma come stai reagendo a questa situazione. Quindi esci dal tuo involucro scuro e cerca chi ti dà una mano. Il primo passo lo hai già fatto, cara mamma, scrivedno a me. Brava! Ora fai il secondo comunicando a tuo maito quel che ti ho scritto. Poi farete insieme, spero, il terzo passo parlando almeno con il vostro medico di famiglia. Coraggio il buio se ne andrà e rivedrai la luce.

 
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