Mai dire le bugie? - Io e il mio bambino
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Mai dire le bugie?

Mai dire le bugie?

Bisogna sempre dirsi tutto perché funzioni? O si deve avere un propri “giardino segreto”, uno spazio di riservatezza da preservare anche a costo di dire qualche bugia?
Ci vuole un giusto equilibrio tra confidenza e riservatezza. Quando si è presi dalla smania di dirsi tutto, in realtà, il più delle volte si ha bisogno di controllare l’altro.

Non a caso, una delle prime frasi che spesso ci si scambia all’inizio del rapporto, è: “Promettimi che mi dirai tutto”. E si comincia a scavare nel passato dell’altro o a raccontare tutto di sé e tutto ciò che si riesce a sapere del “prima” viene analizzato, interpretato, confrontato, come se servisse a migliorare la vita di coppia. Costringendo spesso l’altro a mentire, per non procurare ferite inutili.
Voler conoscere tutto, nei minimi dettagli, significa violare l’intimità altrui. Non c’è alcun bisogno di entrare così prepotentemente nella sfera personale del partner per cogliere la sincerità dei suoi sentimenti. Meglio allenarsi nell’arte di ascoltare profondamente l’altro e in quella di comunicare.
Da una ricerca è emerso che le coppie più solide sono quelle che non disdegnano un utilizzo moderato della bugia. Soprattutto quando in gioco c’è il giudizio di un partner verso l’altro.

Lo studio ha evidenziato che gli uomini sono molto suscettibili alle osservazioni della compagna e, quando si tratta della loro virilità, intesa non solo in senso sessuale ma anche come forza e intraprendenza, non amano essere messi in discussione. Nemmeno in modo ironico.
Le donne non se la cavano tanto meglio: ciò che brucia maggiormente è percepire di poter risultare inferiore a un’altra. Morale: tacere i difetti del partner ed esaltarne i pregi costituirebbe, a detta degli studiosi, la ricetta ideale per cementare il legame. Ricerche a parte, quello che si può evitare è sottolineare ogni comportamento che non ci piace. Essere ipercritici finisce per logorare l’altro, facendolo sentire inadeguato. E prima o poi lo allontana.
Poi, fortunatamente, ci sono le bugie innocue. Del tipo: “Sono arrivata tardi perché non passava il bus”, e invece ci si è trattenute a chiacchierare con un’amica, ma non si vuole fare la figura di quella che perde tempo. In questo caso, spesso è una giustificazione per se stesse, più che per il compagno, perché ci si sente in colpa. Non c’è niente di male in tutto questo. Anzi, un po’ di riservatezza non guasta: è giusto preservare la propria autonomia di pensiero e di azione. Aggiunge anche un po’ di mistero, è un modo per mantenere desto l’interesse dell’altro, incuriosirlo, fargli capire che c’è sempre qualcosa da scoprire.
Conservare un po’ di riservatezza e saperla rispettare, vuol dire essere autonomi, adulti: le persone mature sanno anche, con il buon senso, fingere. E si assumono la responsabilità di tenere per sé qualcosa. I bambini, invece, hanno la tendenza a raccontare tutto alla mamma.
In ogni caso, l’importante è che la bugia rimanga un episodio sporadico, altrimenti potrebbe diventare una giustificazione per creare interi castelli in aria.
Mentire nell’intimità non vuol sempre dire che la coppia sia in crisi. La sincerità è una buona regola, ma talvolta si può fare un’eccezione senza indebolire la relazione. Anzi, in alcuni casi, tacere la verità è prova di maturità e amore verso l’altro. Può, ad esempio, essere lecito fingere se riconosciamo che il partner ha fatto il massimo per darci piacere e renderci felici, ma il nostro corpo, in quel particolare momento, non ha risposto. Oppure, se capiamo che lui ha bisogno di essere rassicurato. Se però capita sempre più spesso di rimanere deluse dal rapporto sessuale, la sincerità è d’obbligo.

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