apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Dopo il parto, come si riaccende il desiderio?

Chi l'ha detto che l'intesa e il sesso vanno in stand by dopo il bebè? Se prendersi una pausa è normale per tanti, il rischio è di farci l’abitudine. E, in fatto di cuore, tutte le routine sono dannose…

Dopo il parto, come si riaccende il desiderio?

Le lunghe serate romantiche sono acqua passata. Le fughe a sorpresa fuori città, andate: non ce le possiamo più permettere. Ora trascorriamo le serate in silenzio, a letto, schiena contro schiena, ciascuno sperando che sia l’altro ad alzarsi quando il bambino piangerà. (…) Le cose sono cambiate. In peggio? No, non credo. Amo ancora molto mio marito. È solo un tipo di relazione differente, un altro capitolo della nostra vita insieme”.

Le riflessioni di Mel Watts, giovane mamma americana autrice del blog “The Modern Mumma”, colgono nel segno: la perdita di intimità nella coppia alla nascita di un bimbo è un fenomeno che riguarda tanti neogenitori.

“Entro certi limiti, quella descritta è una situazione fisiologica”, osserva Edoardo Razzini, responsabile del Centro Psicosociale di Rozzano dell’Ospedale San Paolo di Milano. “La neomamma è biologicamente programmata per dare la priorità all’accudimento del suo bimbo, mettendo tutti gli altri impegni e sentimenti in secondo piano. Tuttavia, non credo sia una buona idea rassegnarsi e mettere in stand by l’intimità. C’è il rischio che il protrarsi eccessivo di questo stato di cose generi rancori, tensioni, incomprensioni che possono minare la fiducia e l’intesa della coppia”.

Quando il corpo o la mente non sono pronti

C’è chi in gravidanza vive una stagione di rinnovata passione e complicità e chi, invece, deve rinunciare ai rapporti per una minaccia d’aborto o di parto pretermine. “Se non c’è un esplicito divieto del medico, l’attività sessuale dal primo all’ultimo giorno di attesa non comporta alcun rischio per la salute della donna o del nascituro”, spiega Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa dell’IRCCS Fondazione San Matteo di Pavia. “Talvolta, però, la paura di fare danni, benché immotivata, può inibire lei, lui o entrambi”.

Il parto impone sempre una pausa, mentre l’organismo femminile torna gradualmente alle condizioni precedenti la gravidanza. “È consigliabile aspettare quaranta giorni dalla nascita, il tempo del puerperio, il termine delle lochiazioni e la visita di controllo prevista dal ginecologo per accertare che tutto vada bene”, dice Nappi. “Può accadere, però, che trascorso questo intervallo la neomamma continui a provare fastidio o dolore ai primi tentativi di rapporto”.

Perché succede? Forse la fase espulsiva del parto ha traumatizzato i muscoli del pavimento pelvico rendendoli ipotonici, forse una lacerazione o l’incisione dell’episiotomia non si sono cicatrizzate correttamente. “Oppure, l’origine del dolore potrebbe essere un’infezione”, osserva la ginecologa, “o ancora la scarsa lubrificazione della mucosa vaginale causata dal crollo degli estrogeni nel post partum. In ogni caso, se c’è una condizione di sofferenza che si protrae, è necessario parlarne con il medico curante, che saprà dare l’indicazione giusta per risolvere il problema”.

Lei cerca una nuova identità, lui è disorientato

Spesso il problema non è fisico, o non solo. “Il cambiamento più importante che la donna vive con l’arrivo di un figlio è quello di identità”, dice Razzini. “Diventa madre, un ruolo impegnativo che inizialmente può mettere in ombra ogni altro aspetto della sua vita. Dedica al neonato ogni energia, ogni attenzione, ogni istante della giornata. Tenerezza e desiderio di accudimento prevalgono sugli altri sentimenti e spesso la passione e il trasporto emotivo nei confronti del compagno si attenuano. In questa fase, la neomamma può sentirsi completamente appagata dalla cura del suo bimbo.

Per l’uomo non è così. La paternità nei primi mesi di vita del figlio non è appagante come la maternità e può non essere sufficiente a compensare quello che il neopapà sente di aver perduto in termini di intimità con la sua partner. Da questo senso di frustrazione possono nascere incomprensioni e rancori. L’uomo può sentirsi spodestato e sviluppare una forma di gelosia nei confronti del bambino”.

Qualche volta invece è il desiderio di lui che si appanna. “Vede la sua compagna cambiata. Il seno, che prima era un elemento di attrazione sessuale, adesso è fonte di nutrimento per il neonato”, dice Fausto Manara, psichiatra e psicoterapeuta dell’Università di Brescia. “Non solo: il carattere, il comportamento di lei sono diversi. Il neopapà è disorientato e si blocca”.

Che fare in questi casi? Qual è la via giusta per sbloccare la situazione? “Parlarne”, risponde Manara. “Ciascuno dei due deve ammettere onestamente i propri sentimenti e le proprie difficoltà, ma in modo costruttivo, sapendo che si tratta di una situazione temporanea e confidando nella forza del rapporto che permetterà di superarla. Solo così una condizione potenzialmente lesiva per la coppia può diventare un’occasione di crescita e rinnovata fiducia”.

Il desiderio nasce dal dialogo e dal contatto fisico

Nei primi mesi di vita del bambino, la stanchezza e la mancanza di sonno per i frequenti risvegli sono costanti della vita quotidiana dei neogenitori. Trovare il tempo e l’energia per stare un po’ insieme in due non è facile. Comporta problemi organizzativi che non sempre sono facilmente risolvibili.

“Io credo che queste difficoltà siano in buona misura alibi per giustificare una condizione di disagio che si fatica a esprimere”, dice Razzini. “Certo, organizzare una vacanza romantica di coppia a un mese dalla nascita del bimbo non è fattibile, ma non occorre tanto tempo per coltivare l’intimità. Non servono fughe romantiche o nottate intere senza il bambino. Bastano pochi minuti e la voglia di trovarsi per mantenere vivo il legame e il desiderio, giorno dopo giorno”.

Anche nei casi in cui i rapporti sessuali sono necessariamente off limits per un po’. “È la consuetudine all’intimità, al contatto fisico, che non bisogna mai perdere”, dice Fausto Manara. “Abbracciarsi, guardarsi negli occhi, baciarsi al mattino, scambiarsi parole di apprezzamento, messaggi, bigliettini, piccoli gesti significativi come un mazzo di fiori. Le carezze, i massaggi, dormire abbracciati, sono tutte forme di vicinanza che rafforzano la fiducia reciproca e permettono di superare anche un periodo che per la coppia può risultare difficile, a dispetto della gioia per la nascita di un figlio”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

Commenti