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| Ha un amico immaginario | ||||||
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Una figura consolatoria "L'amico immaginario è una figura che nasce dalla fantasia del bambino, ma siamo proprio noi a coltivarla, raccontandogli fiabe, dove sono presenti tanti personaggi immaginari, o insegnandogli le prime preghiere rivolte a un angelo custode. Sono quindi i genitori a suggerire al piccolo che, accanto a lui, può esserci una figura che non si vede, ma che lo protegge", spiega la psicoterapeuta Daniela Bavestrello. "Il bambino ritrova in questo amico invisibile la sicurezza che prima gli davano il ciuccio o il gesto di succhiare il dito. Con la conquista del linguaggio e della capacità di elaborare pensieri più completi, il piccolo trova consolazione in una figura che lo ascolta, gli dà forza, non lo lascia mai solo. Insomma, l'amico immaginario ha la funzione di rassicurarlo e accompagnarlo nelle attività quotidiane, quando mamma e papà non sono presenti". Meglio non intervenire Di fronte ai primi dialoghi tra il bambino e l'amico immaginario, il genitore spesso sorride divertito, ma poi si chiede come comportarsi: meglio intervenire, ignorare la sua 'presenza' o partecipare al gioco? "L'amico immaginario appartiene esclusivamente al bambino ed è preferibile che il genitore non intervenga: non deve, cioè, cercare di convincere il bimbo che il suo amico non esiste, né chiamarlo in causa, rivolgendosi direttamente a questa figura immaginaria. E, soprattutto, non deve prendere in giro il piccolo o ridicolizzare questa sua fantasia", consiglia l'esperta. "Un intervento di mamma e papà rischierebbe di rendere 'reale' ciò che appartiene all'immaginazione e, per il bambino, diventerebbe più difficile gestire la situazione". Dall'amico immaginario a quelli reali Se questo compagno di giochi invisibile è positivo, perché incoraggia i più piccoli a imparare a stare da soli, con il tempo i bambini inizieranno ad 'autoconsolarsi' e a cercare supporto e aiuto nei genitori e nei coetanei. L'amico immaginario può avere un ruolo anche in questo processo, dando sicurezza al bambino: il piccolo, infatti, avendo accanto una figura che lo rassicura e lo incoraggia, riuscirà a inserirsi con più facilità all'asilo o a scuola, abbandonando pian piano il compagno invisibile. "Il genitore deve intervenire solo nel caso in cui l'amico immaginario sostituisca le amicizie reali e il bambino si isoli dal gruppo perché si sente già appagato dalla sua amicizia di fantasia. Ma in genere questa figura sparisce da sola, diventando gradualmente una presenza sempre più rara e meno indispensabile".
Articolo di Monica Gabrielli Ottobre 2012 scrivi commentoCommenti (1)...![]() ciao sono una mamma e psicologa , psicoterapeuta sono daccordissimo su quanto letto. ho vissuto come mamma l'esperienza dell' amico immaginario con mio figlio all 'età di 3 anni . nel suo caso si trattava di un cagnolino che lo ha chiamato spontaneamente jonny. è accaduto in un viaggio in montagna dove restando per molti giorni lontano dalla sua casa di sempre, dalle sue cose quotidiane ha sviluppato questo pensiero fantastico. anche se era con noi genitori la presenza del cagnolino era per lui importante e in alcuni momenti voleva anche la nostra partecipazione a riguardo " mamma vado in bagno bada a jonny" il tutto è passato da solo dopo circa 5 mesi e mi ha detto : lo so che è finto però mi piace far finta . ricordiamo che i bambini iniziano ad usare la fantasia nel gioco facendo finta che una penna sia un aereo, un pezzo di costruzione un auto etc tappa evolutiva fondamentale per la crescita dei nostri bebè saluti luisa Del Prete |
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Il mio amico del cuore - Guarda il video
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L'amico immaginario
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Amici veri, immaginari e piccole frustrazioni

















ciao sono una mamma e psicologa , psicoterapeuta sono daccordissimo su quanto letto. ho vissuto come mamma l'esperienza dell' amico immaginario con mio figlio all 'età di 3 anni . nel suo caso si trattava di un cagnolino che lo ha chiamato spontaneamente jonny. è accaduto in un viaggio in montagna dove restando per molti giorni lontano dalla sua casa di sempre, dalle sue cose quotidiane ha sviluppato questo pensiero fantastico. anche se era con noi genitori la presenza del cagnolino era per lui importante e in alcuni momenti voleva anche la nostra partecipazione a riguardo " mamma vado in bagno bada a jonny" il tutto è passato da solo dopo circa 5 mesi e mi ha detto : lo so che è finto però mi piace far finta . ricordiamo che i bambini iniziano ad usare la fantasia nel gioco facendo finta che una penna sia un aereo, un pezzo di costruzione un auto etc tappa evolutiva fondamentale per la crescita dei nostri bebè 